20/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono circa 600 milioni gli elettori chiamati al voto
Elezioni in IndiaSono iniziate ieri le elezioni parlamentari in India. L’elettorato è tra i più numerosi al mondo: circa 600 milioni di persone dai 18 anni in su chiamati a scegliere 543 membri del Parlamento, mentre il clima è tra i più incerti. Fin dalla vigilia, in vari Stati e Unioni del Paese (in tutto sono 35), si sono susseguiti attacchi ai seggi e attentati a esponenti politici. L’India, gigante democratico, non può dimenticare di essere afflitta da almeno tre conflitti che si concentrano nelle zone più povere e popolose: l’estremo nord, il centro e le appendici orientali. “Rapporti di violenze – scrive il quotidiano The Hindu – sono arrivati oggi (20 aprile 2003) – da Jammu e Kashmir (nord), Chhttisgarh, Jharkhan e Bihar (centro), Mizoram (est). Finora sono state uccise 18 persone”.

Nella regione contesa con il Pakistan, il Jammu Kashmir, due uomini delle forze di sicurezza sono morti e altre persone, in numero ancora imprecisato, sono rimaste ferite. Alcuni separatisti islamici avrebbero aperto il fuoco contro 12 seggi elettorali, presidiati da oltre 80mila uomini tra paramilitari e agenti. Prova che il processo di pace avviato negli ultimi mesi dalle due potenze nucleari, è ancora lunghissimo e difficile. Negli ultimi cinquant’anni, questo fazzoletto di terra diviso a metà, è stato teatro di tre conflitti tra Esercito pakistano e quello indiano e di scontri (ancora in corso) fra guerriglieri separatisti islamici e forze governative.

Elezioni in India “Circa 22.600 seggi sono ultra sensibili e 43.732 sensibili.”, ha reso noto la Commissione elettorale indiana. Le cifre sono macrospiche: oggi si vota in 13 Stati e tre Unioni elettorali per stabilire 141 seggi. Le elezioni sono state dilazionate in quattro turni, ognuno a distanza di una settimana circa. L’ultimo sarà il 10 maggio, mentre i risultati saranno comunicati solo tre giorni più tardi. Non sono mancati attentati mirati a personalità politiche nelle zone a rischio, come nelle grandi città. A Bangalore, ad esempio, martedì mattina è stato mosso un attacco contro una macchina del seguito di Sangliana, candidato locale del Bharatiya Janata Party (Bjp), partito guida della maggioranza governativa. Nei giorni scorsi altri due sostenitori del Bjp erano scampati a due tentativi di ucciderli nello Stato meridionale dell’Andra Pradesh e in quello centrale del Bihar.

Intanto i feriti tra i civili aumentano. Sempre il The Hindu mostra l’immagine di un ragazzo senza una mano. L’aspetto pulito, una camincia biancadi cotone leggero e un paio di blue jeans: faceva la coda in una cabina elettorale di Bakthiarpur (Bihar) quando una bomba è esplosa. Le file dei votanti sono interminabili, l’umanità è la più varia e colorata. Ci sono giovani donne dai i sari gialli, viola e azzurri. E gli anziani accompagnati, come Chennamma, 85 anni, che avanza lentamente a piedi scalzi e ripiegata su se stessa. Indossa un sari rosa chiaro e corallo, è tanto minuta da sembrare una bambina.

E’ a questa piccola umanità che Sonia Gandhi, leader del Congresso e dell’opposizione dice di guardare con tono di critica al governo: “Ho un posto speciale nel mio cuore per le popolazioni tribali. La National Democratic Alliance (coalizione di maggioranza con a capo il primo ministro Atal Mehari Vajpayee ) ha reso la vita dei poveri più difficile”. Il partito dei Gandhi è all’opposizione da otto anni, dopo 39 di governo con Nehru dal ’47 al ‘64 e con la figlia Indira e il nipote Rajiv fino al ‘91. In realtà il 2003 è stato un anno buono per il Bjp: il monsone ha favorito i raccolti, l’economia è cresciuta dell’8 per cento e Vajpayee è riuscito ad avviare, insieme al presidente del Pakistan, Musharraf, una trattativa sul Kashmir. Successi questi- lo slogan del Bjp è “India Shining”, “l’India risplende” - che potrebbero garantirgli un’altra vittoria sul Congresso, che invece fatica a ritrovare una sua identità. Il Bjp, inoltre, portavoce della destra hindù e vicino a movimenti estremisti e squadristi come il Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), dice di voler abbracciare posizioni più moderate per allargare l’elettorato. Intanto il Congresso, per far fronte alla sfida, ha dovuto allargare l’alleanza con partiti nazionali e regionali. Prossimo appuntamento con le urne sarà il 26 aprile.

Francesca Lancini 
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: India