09/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'organizzazione che riunisce il maggior numero di reduci dell'olocausto ha criticato duramente l'inasprimento delle norme che regolano l'immigrazione

I sopravvissuti allo sterminio nazista hanno rivolto un appello al premier israeliano Benyamin Netanyahu affinché riveda il nuovo provvedimento legislativo varato dal governo e che prevede l'espulsione per gli immigrati, anche regolari, che non rispondono a determinati criteri: l'essere iscritti in una scuola, la conoscenza della lingua ebraica e risiedere nello stato da almeno cinque anni.

Secondo questa norma si stima che almeno quattrocento bambini di età inferiore a cinque anni sarebbero costretti a lasciare il Paese imponendo, di fatto, ad alcuni di loro di doversi separare dai genitori.

I membri dell'organizzazione con la loro denuncia hanno voluto far riflettere il governo sulle affinità con le separazioni avvenute tra genitori e figli nei campi di sterminio e sulla crudeltà del gesto.
Contro la riforma si sono schierati anche diversi membri del parlamento appartenenti al partito laburista, in minoranza al governo e un deputato dell'opposizione che hanno riconosciuto il principio razzista che sta alla base del regolamento.