05/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono già 30, dal 2006, i giornalisti morti per raccontare la guerra tra i cartelli della droga

La violenza criminale in Messico è sempre più grave. Anche gli operatori dell'informazione sono sotto tiro e le associazioni dei giornalisti messicani, oggi, hanno adottato un protocollo di sicurezza nello stato del Chihuahua, alla frontiera con gli Stati Uniti, teatro di una guerra fra cartelli della droga. Lo ha annunciato la Commissione regionale per i diritti dell'uomo.

Sono almeno 28mila le vittime delle violenze dal 2006. Il protocollo per i cronisti, non obbligatorio ma consigliato che si occupano dei narcotrafficanti, prevede fra le altre cose ''un giubbotto antiproiettile e un casco''. Ai giornalisti viene suggerito di non farsi avanti sulla scena di un crimine prima dell'arrivo delle forze di sicurezza e di parcheggiare l'auto a poca distanza, per potersi allontanare rapidamente. Sono almeno 30 i giornalisti assassinati in Messico dal 2006, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti.

Categoria: Diritti, Armi, Media
Luogo: Messico