02/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli oscar dei blog, strumenti per la libera espressione e il diritto di informarsi
Reporters Sans Frontieres ha lanciato una iniziativa per promuovere lo sviluppo dell’informazione in rete, si tratta di un riconoscimento ai blog internazionali che meglio hanno servito la causa della libertà di stampa e del diritto all’informazione. Alla competizione partecipa una selezione di blog da tutto il mondo, pagine che vengono aggiornate regolarmente da giornalisti, individui o gruppi non legati ad organizzazioni governative. Questa iniziativa ha, tra gli altri, lo scopo di valorizzare le iniziative editoriali “fatte in casa”, su un piano differente rispetto al rigore della stampa tradizionalmente intesa. I diari online vengono considerati come azioni di resistenza individuale, perché, come ricordano gli organizzatori, oltre un terzo della popolazione mondiale vive in paesi dove la libertà di stampa viene negata; in questi luoghi le persone che rivendicano il diritto all’informazione rischiano di essere incarcerati, spesso con pene pesanti. L’eccezionale sviluppo che i blog hanno conosciuto negli ultimi anni ha spinto le autorità più timorose del dissenso ad elaborare sistemi di filtro per bloccare l’accesso alle pagine dal contenuto scomodo o per controllare le frequentazione da parte dei cittadini nella rete delle reti.
 
Arash SigarchiUna finestra sul Medio Oriente. Questo è accaduto con particolare frequenza in diversi paesi del vicino oriente. In Iran ad esempio le autorità hanno bloccato l’accesso a migliaia di pagine giudicate non islamiche e hanno vincolato i possessori di pagine internet a chiedere l’autorizzazione al Ministero per la Dottrina Islamica. Siccome poi la legge iraniana non contempla pene detentive per lesa maestà nei confronti delle autorità, i bloggers che si esprimono contro il regime vengono spesso accusati di spionaggio o classificati tra i nemici della rivoluzione. È accaduto ad Arash Sigarchi, il più famoso blogger iraniano, arrestato nel gennaio 2005 e condannato a14 anni di detenzione per spionaggio. Sigarchi, che gestisce il blog chiamato Panhjareh Eltehab (finestra sull’ansietà) è oggi libero su cauzione, ma molti suoi colleghi, come Mojtaba Saminejad (man-namanam.blogspot.com) sono tuttora in carcere. 
Anche in Tunisia la libertà di stampa nella rete è strozzata dai timori dei conservatori, da una parte le autorità incentivano per scopi economici la crescita di internet, dall’altro lasciano mani libere alla censura. Da anni le associazioni per i diritti umani tunisine e internazionali accusano il governo di Tunisi di avere instaurato una dittatura dell’informazione. Un caso emblematico è stato quello degli ‘Internauti di ‘Zarzis’, otto studenti sui vent’anni arrestati per aver visitato pagine legate all’estremismo islamico e accusati di cospirazione. Un’imputazione che ha portato a condanne dai 19 ai 26 anni di reclusione.
  Mokhtar Yahyaoui
Tra i paesi che faticano maggiormente a conciliare lo sviluppo dell’information technology con la libertà di stampa e il diritto all’informazione, si è fatto notare il Bahrain. Recentemente il ministero dell’informazione dell’emirato ha imposto la registrazione obbligatoria per tutti i siti web, parificando in questo modo le responsabilità di un blogger sui contenuti che pubblica a quelle di una testata giornalistica a tutti gli effetti. Secondo le autorità lo scopo del decreto sarebbe quello di tutelare i diritti d’autore dei webmaster, ma questo provvedimento minaccia anche di snaturare lo strumento delle pagine dei diari personali,  impedendo tra l’altro l’interattività attraverso scambio di commenti coi lettori.
Le difficoltà e i rischi connessi all’attività di cybergiornalista o cyberdissidente hanno avuto anche l’effetto collaterale di moltiplicare i contatti tra i blogghers di tutto il mondo, che sempre più spesso si linkano a vicenda, lanciano e ospitano campagne di solidarietà reciproca e in sostegno dei colleghi arrestati. È accaduto con la campagna per la liberazione di Sigarchi e anche in Bahrain, due dei blog inseriti tra le candidature di RSF si sono fati portatori di appelli per sensibilizzare l’opinione dei loro concittadini contro le restrizioni imposte dal governo e per la liberazione dei detenuti per reati di opinione.
 

Naoki Tomasini

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