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Lopez Obrador, 52 anni, è un uomo molto amato non solo a Città del Messico, di
cui è il sindaco, ma anche nel
resto del Paese. Gli strati più deboli della popolazione, poveri ed emarginati
lo adorano. Il suo motto, “Nuova economia, una nuova politica e una nuova
convivenza sociale con più giustizia e meno disuguaglianze”, unito ad una amministrazione
quasi perfetta della città, lo hanno fatto balzare prepotentemente in cima alle
preferenze per le elezioni presidenziali che si terranno l’anno prossimo. Il sindaco
di Ciudad del Mexico, è considerato da molti la persona
più adatta a condurre il Messico verso un futuro di stabilità politica e pace
sociale. Amlo
(così viene affettuosamente chiamato dalle iniziali dei suoi nomi,
Andres Manuel Lopez Obrador), per la sua innegabile voglia di aiutare i
più bisognosi ha però da qualche settimana, un grave problema politico.
Il frutto del peccato è una strada. Una strada che avrebbe facilitato
l’accesso ad un ospedale pubblico e che sarebbe dovuta sorgere su un
terreno privato. Rinviato a giudizio per abuso di potere rischia di non
poter partecipare alle elezioni e, in un futuro non troppo lontano,
addirittura il carcere.
Al centro delle polemiche che hanno travolto Lopez Obrador c'è quella
banalissima strada. Il governo ha accusato il sindaco della capitale di
non aver rispettato una sentenza del tribunale secondo la quale
gli si ordinava di sospenderne la costruzione. La strada sarebbe dovuta
passare su alcuni terreni privati, che quindi andavano espropriati. Di
qui la denuncia per ‘abuso di potere’.
vedeva Cardenas in netto vantaggio, vi fu un black out completo di tutto il
sistema nazionale di computo. Al momento della riparazione del danno, la tendenza
era favorevole a Salinas. Ad un certo punto si decise di calcolare scheda per
scheda. Ma il Pri e il Pan decisero di bruciare le schede in omaggio alla ‘pacificazione’ nazionale. Cose
da pazzi. Hanno anche cancellato le prove”.
La protesta civile. Un milione di persone, poco più di 120mila secondo la polizia messicana, sono
scese per le strade di Città del Messico il 24 aprile scorso invitate dallo stesso
Obrador alla “resistenza civile”. Striscioni inneggianti al sindaco, ma in maggioranza
contro il governo, hanno reso il clima piuttosto teso. Alla manifestazione ha
partecipato lo stesso Amlo che ha confermato la sua intenzione di partecipare alla campagna elettorale eventualmente
anche dal carcere. Dal canto suo il presidente Fox ha fatto sapere in un annuncio
televisivo che il suo governo non “impedirà a nessuno di partecipare alla prossima
campagna elettorale” per le presidenziali, garantendo che il processo elettorale
per il 2006 sarà corretto e che tutti i partiti politici vi potranno partecipare
a patto di non trasgredire alla legge.Alessandro Grandi