18/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Ogni anno mezzo milione di donne muore per cause prevenibili

Mamma che allattaOgni minuto una donna muore di parto: questo l’impressionante conteggio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) perché ciascuno, nel suo piccolo, faccia la sua parte per cambiare questa tragedia. Il bilancio attuale, che fra l’altro è sicuramente ottimistico rispetto al quadro reale della situazione, parla di mezzo milione di madri morte ogni anno per condizioni legate alla gravidanza o al parto. Decessi in gran parte prevenibili, come viene dimostrato dalla distribuzione geografica delle percentuali registrate nei Paesi in via di sviluppo: “Il 99 per cento di queste morti avviene nei Paesi in via di sviluppo” ci spiega Xu Baert dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, responsabile della comunicazione su questo dramma nascosto. “I tassi di mortalità più alti si trovano nell’Africa Sub Sahariana, seguita dall’Asia Sud Centrale. Recenti verifiche di Organizzazione Mondiale della Sanità, Unicef e Unfpa (United Nation Population Fund) mostrano che, nel corso di tutta la vita, una donna che vive nell’Africa Sub Sahariana ha una probabilità su 16 di morire durante la gravidanza o il parto. Per una donna che vive in regioni sviluppate si scende a una su 2.800. Le donne corrono rischi maggiori in Sierra Leone e in Afghanistan, dove una ogni sei muore per complicazioni collegate alla gravidanza o al parto. Nella sola India, 136.000 donne perdono la vita durante la gravidanza e il parto ogni anno. Infine, altri Paesi con una mortalità alta sono: Malawi, Angola, Niger, Repubblica Unita della Tanzania, Rwuanda, Mali e Somalia”.

La situazione, come accennato, potrebbe addirittura essere peggiore e i numeri potrebbero raddoppiare. In 62 Paesi infatti non ci sono dati registrati sulla mortalità materna e queste nazioni coprono il 27 per cento delle nascite nel mondo. Anche quando viene registrato un nuovo nato la morte della mamma è spesso classificata in modo errato o addirittura dimenticata. Inoltre circa il 13 per cento di questi decessi avviene a seguito di un aborto, condizione che spesso le persone vogliono tenere nascosta. Infine i decessi avvengono spesso in casa o comunque non in ospedale o in strutture sanitarie in grado di verificarne le cause. “Se le donne decedute non vengono nemmeno conteggiate, allora sembra che non esistano. Siamo di fronte a un’epidemia invisibile” afferma Joy Phumaphi, della direzione generale sulla salute della famiglia e della comunità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un’epidemia cui si affiancano dieci milioni di donne che, pur non avendo perso la vita, soffrono per lesioni, infezioni o malattie conseguenti alla maternità.

Le cause di queste morti silenziose sono emorragie, infezioni generalizzate, aborti pericolosi, eclampsia (comparsa di convulsioni legate a un marcato aumento della pressione), parti complicati,( per cui sarebbe necessario un intervento in ospedale), nella maggior parte risolvibili in condizioni di assistenza medica e strutture sanitarie adeguate. Continua a spiegare Xu Baert: “Circa un milione di neonati resta senza mamma ogni anno, come risultato dei decessi materni. Questi bambini sono da 3 a 10 volte più a rischio di morte entro i due anni di età rispetto a coloro che vivono con entrambi i genitori”.

Neonato Ridurre la mortalità materna fa parte degli otto obiettivi del millennio (Millenniun Development Goals): il risultato da raggiungere è abbassare di tre quarti, fra il 1990 e il 2015, il numero di donne che muoiono in seguito alla gravidanza o al parto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta impegnando per ottenere tale risultato, affinché a tutte le future mamme possa essere offerta l’assistenza professionale e sanitaria migliore possibile. “Alle condizioni attuali, sarà molto difficile per molti Paesi in via di sviluppo raggiungere il Millennium Development Goal. Questo è il motivo per cui invitiamo i giornalisti a essere nostri partner nel sostenere la causa della salute materna e neonatale e nell’aumentare la consapevolezza di tutti. Se ciascuno di noi in tutto il mondo aiuta nel diffondere le informazioni raggiungeremo i nostro obiettivi più in fretta” conclude Xu Baert. “Le donne e le loro famiglie devono sapere di aver bisogno di un aiuto professionale, le strutture sanitarie devono diventare più accessibili, è necessario mostrare una maggiore attenzione rispetto alla mancanza di medicine e di condizioni igieniche di base".
 

Valeria Confalonieri

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