01/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Al via la marcia dei Sem Terra e dei movimenti contadini. In diecimila per la riforma
Manifestazione Sem Terra, BrasileSono pronti. Carichi di determinazione. Decisi a farsi sentire, a farsi ascoltare, a ottenere quanto spetta loro. Il momento è arrivato: Movimento Senza Terra e movimenti sociali di Via Campesina partono oggi, primo maggio, da Goiania, per raggiungere Brasilia. Cammineranno diciassette giorni. Una lunga marcia per ricordare al governo le promesse non mantenute, i diritti mai rispettati, l’emergenza umanitaria di decine di migliaia di persone, che vivono sotto la soglia di povertà solo perché privati di una terra per ettari ed ettari lasciata incolta da avidi fazendeiros.
 
La moltitudine. Un metodo di resistenza sociale – quello di marciare per centinaia di chilometri – certo tradizionale per i contadini. Ma questa volta tutto acquista un significato diverso. Quella che parte oggi sarà la marcia di ben tredicimila persone. Un'infinità. Uomini, donne, bambini, da 23 stati del Brasile, cammineranno insieme e con voce unanime reclameranno l’attenzione della società brasiliana sulla grave situazione di povertà e di disuguaglianza nelle campagne. Il tutto cercando di evitare strumentalizzazioni.
 
Attenti al lupo. “Per i movimenti sociali – spiega il direttore nazionale dell’Mst, Joao Pedro Stedile – la sfida ora è riuscire a continuare a combattere per ottenere i miglioramenti necessari, senza però radicalizzare la lotta e senza diventare opposizione al governo Lula”. E’ questo il punto: evitare di cadere nella trappola tesa dai settori conservatori e di destra, che altro non attendono se non una radicalizzazione dei metodi di protesta, in modo da esigere dal governo repressione e procedere di conseguenza a screditarne idee e principi di fronte al popolo. “In questo modo – prosegue Stedile – la destra brasiliana raggiungerebbe i suoi obiettivi e guadagnerebbe su due versanti: da una parte riuscirebbe ad arginare la crescita della lotta sociale e dall’altra diffamerebbe il governo, screditandolo”.
 
No alla strumentalizzazione. Una marcia verso Lula, dunque, non contro. Una marcia per ricordare a lui e al suo governo i passi da percorrere per arrivare alla riforma agraria, per arrivare a sistemare le 370mila famiglie che ancora aspettano di essere insediate in un appezzamento, come prevede il piano nazionale. “La Marcia può giocare un ruolo importante per esempio al fine di modificare la tendenza ad eseguire tagli al bilancio del Ministero dello sviluppo agrario, per pagare gli interessi del debito interno ai banchieri – precisa Stedile – ma non vuole dare man forte a chi intende screditare Lula”.
 
Donne dell'Mst chiedono la riforma agrariaUna questione di priorità. Va da sé che il malcontento è tanto. Il Ministero preposto alla riforma agraria ha appena subito un taglio di due miliardi di real, a testimoniare che né la riforma né l’agricoltura familiare sono priorità del governo. Una politica negativa e di totale inattività, dunque, che sta causando molte gravi conseguenze. I contadini sono impazienti e di contro la violenza nelle campagne cresce. I settori più violenti del latifondo hanno deciso di agire per proprio conto, compiendo nuovamente azioni criminali come il massacro di Felisburgo e l’assassinio di Suor Dorothy. E la repressione ai movimenti sociali è in costante incremento.
Lo si evince anche da quella che l’Mst ha definito “offensiva dei grandi mezzi di comunicazione”. Da sempre al fianco dei grandi gruppi economici e dei latifondisti, ultimamente sembra stiano compiendo una vera e propria lotta ideologica per macchiare l’immagine del Movimento Sem Terra. Obiettivo: costringere Lula e il suo governo a prendere misure atte a tenerlo sotto controllo e far perdere al movimento l’appoggio della società brasiliana e internazionale.
 
Movimento Sem TerraSacrificio necessario. “Ma andremo a Brasilia e denunceremo tutto”. Si avvicineranno al palazzo del governo e consegneranno ai ministri dell’economia, dell’agricoltura e degli interni un documento, dettagliato e molto puntuale. Una cerimonia di consegna a cui seguirà una manifestazione imponente.
“Se riusciremo in tutto ciò – conclude Stedile – sarà anche per merito del continuo appoggio che continuiamo a ricevere dall’estero, sia in forma economica che morale e politica. Grazie a tutti. Far muovere tutti i giorni tredicimila persone, portando dietro cucine, bagni e acqua è un grosso impegno, un sacrificio. Ma dobbiamo farlo perché sarebbe molto peggio dover aspettare una vita, inermi, immobilizzati dalla povertà e dall’ignoranza”. 

Stella Spinelli

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