06/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In Afghanistan è nata una scuola per fotoreporter
Scritto per noi da
Francesca Micheletti 
 
Aïna Photo Agency, Kabul
Barattare il kalashnikov con la macchina fotografica. Questo l'ideale che anima gli alunni della Aïna Photo Agency di Kabul. Nata da un'idea del fotoreporter iraniano Reza  insieme al fratello Manoocher Deghati, la "prima agenzia fotografica indipendente" dell'Afghanistan post-talebano mira a dare una formazione specializzata agli operatori locali, per permettere veramente di "vedere lo scenario afgano con gli occhi degli afgani".
La scuola-agenzia, il cui nome in persiano vuol dire 'specchio', è nata nell'ottobre del 2002 da una costola della già esistente Aïna, Ong per la promozione della libertà di informazione. Tra 400 candidati, nella capitale sono stati selezionati inizialmente una ventina di studenti, dai 13 ai 40 anni.

Aïna Photo Agency, Kabul"Voglio mostrare la bellezza del mio Paese".
  In una sede ricavata da una ex prigione talebana gli aspiranti fotoreporter hanno seguito una serie di corsi intensivi: nozioni di base di giornalismo, utilizzo di internet, inglese, e ovviamente tecnica fotografica. Sono partiti con le tradizionali "scatole" utilizzate dai ritrattisti per le strade di Kabul, e per poi passare alla 35 millimetri e infine approdare alla digitale. Hanno imparato a sviluppare e stampare le immagini in camera oscura e a ritoccare con Photoshop. I risultati si vedono (vai alla fotogallery): volti, scene di vita quotidiana, e le donne, alcune velate, altre senza burqa, nei tradizionali abiti da festa dai colori intensi.
"Voglio mostrare la bellezza del mio Paese - dice Fardin Waezi, 22 anni - riflettere la società afgana attraverso le immagini".
Gran parte degli alunni della A
ïna vedono nella fotografia un potente strumento di riscatto sociale, oltre che un modo di denunciare le ingiustizie e soprusi che continuano ad attraversare il Paese. Tra i primi partecipanti ci sono anche due donne. Come Farzana Wahidi, 21 anni, cresciuta durante il regime talebano con l'ambizione a diventare giornalista e "raccontare la verità". Sogno che sembrava irraggiungibile: ora invece Wahidi lavora per la Afp e guadagna più della maggior parte degli uomini che conosce.

Aïna Photo Agency, KabulUna professione rischiosa.
  Il rischio di questo mestiere rimane considerevole, come spiega Najibullah Musafer, che a 40 anni è il più anziano del gruppo. Lui in prigione c'è stato sette mesi, proprio a causa delle sue fotografie. Musafer ha anche girato un film-documentario sul regime talebano nell'area Hazara. Se fosse stato scoperto, sarebbe stato sicuramente condannato a morte.
"E' importante scattare fotografie, per amore della storia, perchè l'Afghanistan è un Paese che sta cambiando" aggiunge M. Ali Omid, 26 anni, che in passato è sopravvissuto ad un sanguinoso attacco delle milizie del mullah Omar nella provincia di Bamiyan.

Aïna Photo Agency, Kabul"L'inizio di una grande avventura". 
Il progetto di Reza gode del sostegno di numerosi enti, istituzioni e organi di informazione: dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), all'Ong statunitense Usaid e l'olandese Free Voice. Sono partner dell'organizzazione anche un gran numero di periodici e agenzie stampa, come ad esempio Paris Match, Le Monde 2, National Geographic, The Sunday Times, Days Japan, La Vie, Reuters.
Non solo, l'agenzia è riuscita ad attirare l'attenzione di una serie di professionisti del reportage, come il francese Dimitri Beck, ora caporedattore. Contattato da Reza, si è immediatamente dichiarato entusiasta, mosso dalla convinzione che "non si può avere completa democrazia senza media indipendenti".
Cospicuo è stato anche l'apporto di materiale e strumentazione all'avanguardia, frutto di una serie di donazioni. Aspetto non secondario, vista l'importanza di garantire un'adeguata competitività alle immagini, che devono eguagliare gli standard delle più grandi agenzie internazionali.
Oggi la Aïna Photo Agency può vantare una rete di collaboratori nei centri principali del Paese. Il nucleo è costituito proprio dai primi alunni che diedero vita al progetto tre anni fa. "Per tutti noi - conclude Beck, - è solo l'inizio di quella che promette di essere una grande avventura".

Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Afghanistan
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