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Ancora ondata di proteste a sfondo indipendentista nello stato indiano del Jammu e Kashmir. Nove i morti negli scontri di ieri. Sale così ulteriormente il bilancio delle vittime dall'11 giugno scorso in poi, quando è cominciata l'ondata di manifestazioni: 32 i morti. Lo riferiscono oggi i media a Nuova Delhi. Tre persone, fra cui una ragazza di 17 anni, sono morte quando la polizia ha aperto il fuoco su un gruppo di gente che stava sfidando il coprifuoco a Pampore, nel distretto di Pulwama, e a Khrew, a 10 chilometri dal capoluogo, Srinagar. Altre sei persone, si è inoltre appreso, sono decedute in una esplosione avvenuta in un accampamento della polizia circondato e incendiato dai dimostranti. Il capo del governo del Kashmir, Omar Abdullah, ha rivolto un appello alla calma, chiedendo nuovamente aiuto al governo centrale per controllare l'ordine pubblico.