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L'emittente televisiva israeliana, Channel 1, ha riportato la notizia del coinvolgimento diretto di Badr al-Din, uno dei leader di Hezbollah, il partito sciita che si oppone all'occupazione del Libano da parte di Israele, nell'assassinio dell'ex primo ministro libanese, Rafik Hariri, avvenuto nel 2005. Inizialmente nella vicenda era stato coinvolto il governo siriano, accusato di essere il responsabile dell'omicidio. Hariri era infatti uno dei leader che si opponevano ad un'alleanza con la Siria, rifiutando anche la presenza di truppe siriane sul suolo libanese. Un' intesa con il governo di Damasco è invece da sempre appoggiata da altri partiti del governo compreso Hezbollah. Le accuse di cospirazione indirizzate alla Siria erano poi cadute nel vuoto e tra gli indagati sono improvvisamente apparsi alcuni degli appartenenti al partito- milizia sciita. Nel 2009 poi è stato eletto l'attuale primo ministro libanese, Saad Hariri, figlio del premier ucciso e che prosegue la politica del padre. Nonostante sia risultato vincitore nelle elezioni, dopo poco comunica la notizia che, per tutelare gli interessi del Libano, si insedierà un governo di unità nazionale, composto anche da Hezbollah, contraddicendo cosi' anche quella che era stata la sua campagna elettorale anti milizie sciita. In realtà, il partito armato è troppo forte per essere escluso dalla gestione del potere in Libano. La notizia, quindi, che le indagini coinvolgeranno come primo sospettato Mustafa Badr al-Din potrebbe quindi destabilizzare gli equilibri nello stato libanese specie se l'esponente verrà riconosciuto responsabile dell'omicidio.