30/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Le sentenze per gli incidenti di Urumqi del luglio 2009 in cui morirono circa 200 persone

Tre webmaster appartenenti all'etnia uigura dello Xinjiang, la regione più occidentale della Cina, sono stati condannati nei giorni scorsi a pene dai tre ai dieci anni di prigione per aver "messo in pericolo la sicurezza dello Stato" con informazioni diffuse attraverso i loro siti web.
Lo afferma l' Associazione degli Uiguri in America (Uaa) in un comunicato diffuso alla stampa.
Nel luglio 2009 una manifestazione della minoranza etnica di religione musulmana provocò circa duecento morti a Urumqi, capitale della Regione Autonoma dove gli uiguri rappresentano circa il 45 per cento della popolazione.
Secondo l'Uaa - che è formata da uiguri fuoriusciti - Dilshat Perhat, 28 anni, del sito Diyarim, è stato condannato a cinque anni. Nureli (si conosce solo il nome) del sito Salkin, a tre anni e Nijat Azat del sito Shabnam, a dieci anni di reclusione. I processi - aggiunge l'Uaa - si sono svolti a porte chiuse, con difensori assegnati agli imputati dalla Corte.
La condanna dei tre webmaster viene a pochi giorni di distanza da quella a 15 anni di prigione inflitta a Gheyret Niyaz, il giornalista che attraverso il proprio sito "Uighurbiz" aveva "annunciato" gli incidenti di Urumqi.
Quasi 200 persone sono state processate per le violenze verificatesi ad Urumqi il 5 luglio 2009. Secondo i gruppi umanitari internazionali, almeno 26 imputati sono stati condannati a morte e nove di queste condanne sono state eseguite.

Parole chiave: cina, uiguri, xinjiang, urumqi
Categoria: Diritti, Politica, Popoli
Luogo: Cina