29/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Due detenuti impiccati in carcere. L'appello di Amnesty contro la pena di morte

Amensty international ha condannato le due esecuzioni che hanno avuto luogo mercoledi 28 luglio in Giappone. Ogata Hidenori, 33 anni, e Shinozawa Kazuo, 59, sono stati impiccati nel centro di detenzione di Tokyo. Sono le prime due condanne a morte eseguite dal nuovo governo di Naoto Kan, insediatosi l'anno scorso, approvate dal ministro delle Giustizia, Keiko Chiba, che in passato si era detta contraria alla pena di morte. Dopo l'esecuzione il ministro Chiba ha annunciato di voler instituire un gruppo di lavoro sulla pena. Donna Guest, vicedirettrice del Programma Asia Pacifico di Amnesty ha dichiarato: "Il Giappone continua ad andare contro la tendenza internazionale verso l'abolizione ed ad applicare questa punizione crudele, disumana e degradante".
Le condanne a morte sono eseguite tramite impicaggione e in segreto. I detenuti vengono avvertiti solo la mattina stessa, e le famiglie solo dopo la loro morte. Amnesty chiede di commutare tutte le condanne a morte e l'introduzione di una moratoria formale sulle esecuzioni. Sono 107 i prigionieri in carcere in attesa della condanna.

Parole chiave: Giappone, pena di morte, Amnesty International
Categoria: Diritti
Luogo: Italia