28/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A Mogadiscio sale il bilancio di morti e feriti per la jihad condotta dal partito islamico contro le truppe dell' Unione Africana

Negli scontri avvenuti tra le milizie del partito islamico e le truppe del contingente africano Amisom, tra ieri notte e questa mattina nella capitale somala, Mogadiscio, diciassette persone sono rimaste uccise e altre 43 ferite.
I miliziani islamici, che fanno capo allo sceicco Hasan Daher Aweys, hanno conquistato nuove postazioni nella città prima controllate dal governo somalo, avvicinandosi così ulteriormente alla sede della presidenza somala.
Dopo il vertice tenutesi a Kampala, in Uganda, dal 19 al 27 luglio e in cui si sono riuniti i rappresentanti dell'Unione Africana, è stato deciso che, Amisom, la missione di peacekeeping presente in Somalia, verrà rinforzata di altri quattromila soldati, oltre agli attuali seimila già presenti sul territorio. In aggiunta si prevedono anche stanziamenti supplementari e un ampliamento dell'equipaggiamento a disposizione dei militari.
In seguito a queste decisioni, lo sceicco a capo dei ribelli ha incitato il popolo somalo a prendere parte alla guerra santa contro le truppe dell'Unione Africana.