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Dopo gli scontri di inizio settimana tra i ribelli sciiti, seguaci dell'imam Abdel Malik al-Houthi, e le milizie dell'esercito yemenita, quattrocento sarebbero i prigionieri militari in mano ai combattenti sciiti mentre migliaia sarebbero i civili che stanno abbandonando la provincia di Sadà, nel nord del Paese.
Oltre ai prigionieri, catturati tra i membri della Guardia Repubblicana e le milizie tribali degli al-Aziz, fedeli al governo di Sanàa, gli sciiti hanno conquistato anche due importanti basi militari. Gli scontri, poi, avrebbero provocato duecento vittime tra gli sciiti e cinquanta tra i miliziani della tribù e un numero imprecisato di morti tra i soldati dell'esercito.
L'esodo di massa verso occidente è cominciato dopo che le milizie dell'esercito governativo si sono ritirate dalla zona controllata dai ribelli facendo presagire, come è già avvenuto in passato, una ripresa della guerra contro le milizie di al-Houthi. I ribelli sciiti, dal 2004, combattono a difesa della loro minoranza, vittima di una marginalizzazione e abusi da parte del governo centrale.