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Riapre in Malaysia la diatriba sui diritti delle minoranze non musulmane, spesso costrette a subire il sistema giudiziario islamico. Se ne torna a parlare con il caso di Indira Ghandi, di religione indù, i cui figli sono stati convertiti all'Islam dal padre, ex marito della donna, senza il suo consenso.
Indira, che ha ottenuto oggi la possibilità di contestare la legalità della conversione, intervistata dal The Malaysian Insider, ha affermato: "Sono contenta che mi sia stata data la possibilità di far sentire le mie ragioni. Non voglio che i miei figli siano musulmani e non lo vogliono neanche loro".
Il caso offre una finestra sul sistema giudiziario malese, in cui le ingerenze islamiche nella vita dei cittadini non musulmani sono sempre più numerose. Uno degli ultimi episodi ha riguardato Moorthy, primo malesyano a scalare l'Everest, di etnia indù. Dopo la sua morte un tribunale della Sharia dichiarò che l'uomo si era convertito all'Islam prima di morire, e la sua tumulazione doveva avvenire come previsto dal rituale islamico. A nulla sono serviti gli appelli della moglie dell'arrampicatore, che ha negato la conversione. Il 40 percento dei 26 milioni di abitanti non è musulmano, ma di religione cristiana, indù, o buddhista