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Tra domenica e la mattina del 7 aprile tra gli iracheni ci sono stati
almeno 106 morti e 548 feriti. Una situazione terribile. I miliziani
fedeli a Moqtada Sadr non intendono arrendersi. I marines non intendono
arretrare dalle loro posizioni. Questa guerra non finirà mai.
La base militare statunitense di Ramadi, che si trova nelle vicinanze
del palazzo del governatore in pieno triangolo Sunnita, è stata
attaccata. Dodici marines sono rimasti uccisi e altri 20 feriti in modo
grave. Secondo le prime informazioni gli attentatori sarebbero erano
addestrati e si muovevano sul terreno in maniera perfetta.
Dall’ospedale di Thawrà fanno sapere che i cadaveri arrivati sono 46 e
fra loro vi è anche il cadavere di un bimbo di dieci anni circa che
nessuno è ancora andato a reclamare. Questa mattina la situazione non è
delle migliori. A Nassirya gli uomini della coalizione stanno cercando
di mantenere il controllo della situazione rispettando la tregua di 48
ore con gli sciiti che dovrebbero far allontanare i miliziani fedeli ad
al-Sadr. Intanto La Lega Araba ha chiesto all'Onu "di intervenire
immediatamente in Iraq per salvare la situazione sul piano umanitario".