07/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La guerra in Iraq sarebbe finita a maggio del 2003
Una guerra infinitaTra domenica e la mattina del 7 aprile tra gli iracheni ci sono stati almeno 106 morti e 548 feriti. Una situazione terribile. I miliziani fedeli a Moqtada Sadr non intendono arrendersi. I marines non intendono arretrare dalle loro posizioni. Questa guerra non finirà mai.

Anche questa notte in Iraq è corso molto sangue. Almeno trenta iracheni sono morti e altri 25 sono stati feriti a Fallujah, località a nord di Baghdad. L’offensiva dell’esercito statunitense contro i miliziani anti-coalizione è stata durissima. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i marines hanno impiegato, oltre ai carri armati, anche aerei. La situazione viene descritta particolarmente pesante e tesa dagli osservatori.

Secondo alcune fonti sarebbero stati utilizzati dalle truppe Usa armi come mitragliatrici e cannoni dei carri armati. Fallujah da lunedì scorso è una città assediata. Tutte le strade che la collegano con il resto del paese sono state preventivamente chiuse dalle truppe Usa, che hanno anche imposto il coprifuoco dalle sette della sera alle sei della mattina. Intanto il dipartimento della difesa ha fatto sapere che le operazioni militari che si stanno susseguendo a Fallujah continueranno almeno per altri dieci giorni . "La citta' e' isolata: alcuni hanno opposto resistenza", ha detto Donald Rumsfeld, ministro della difesa Usa, "e sono stati uccisi".

Una guerra infinita La base militare statunitense di Ramadi, che si trova nelle vicinanze del palazzo del governatore in pieno triangolo Sunnita, è stata attaccata. Dodici marines sono rimasti uccisi e altri 20 feriti in modo grave. Secondo le prime informazioni gli attentatori sarebbero erano addestrati e si muovevano sul terreno in maniera perfetta.

Coinvolti nei combattimenti anche i militari italiani che ieri, a Nassyria, hanno subito un attacco che ha causato il ferimento, anche se non grave, di dodici soldati. Dal fuoco delle truppe italiani sono stati uccisi 15 iracheni, tra questi due bambini e una donna. Il Ministro degli Esteri italiano Frattini: “Mai indietreggiare di fronte al terrorismo” e ancora: “Gli iracheni ci hanno chiesto di rimanere”. Ma è tutto l’Iraq che sembra una polveriera. A Sadr City, località dove è iniziata l’insurrezione dei fedelissimi di Sadr, si contano i feriti degli ultimi quattro giorni: 132.

Una guerra infinita Dall’ospedale di Thawrà fanno sapere che i cadaveri arrivati sono 46 e fra loro vi è anche il cadavere di un bimbo di dieci anni circa che nessuno è ancora andato a reclamare. Questa mattina la situazione non è delle migliori. A Nassirya gli uomini della coalizione stanno cercando di mantenere il controllo della situazione rispettando la tregua di 48 ore con gli sciiti che dovrebbero far allontanare i miliziani fedeli ad al-Sadr. Intanto La Lega Araba ha chiesto all'Onu "di intervenire immediatamente in Iraq per salvare la situazione sul piano umanitario".

Lo ha dichiarato il portavoce del segretario generale della Lega Araba, Houssam Zaki. Mussa ha chiesto di "fermare le operazioni di violenza in corso in Iraq, togliere l'assedio imposto alle città e far finire le provocazioni contro i civili". Dal canto suo il leader sciita Motqada Sadr ha diramato un comunicato con il quale chiede in maniera perentoria che il potere in Iraq sia trasferito nelle mani di “gente onesta e non di quelli che fiancheggiano le forze di occupazione". Da più parti arrivano inviti agli sciiti a mantenere la calma. Il ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharrazi ha chiesto agli sciiti di avere moderazione in modo tale che si possa mettere fine a questa crisi.

Alessandro Grandi 
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq