29/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La condivisione del dolore come base per la pace tra curdi e turchi
profughi curdi in fuga dalle azioni militariMadri di pace e di guerra. “Nella terra in cui sono nata e cresciuta non sono mai mancate la sofferenza, la povertà, il dolore. La povertà lascia il segno, anche se è incomparabile con il dolore della guerra. Non ho memoria della mia giovinezza. Mi ricordo soltanto bambina e poi madre e, in mezzo alle due età, un grande vuoto. La mia infazia, poi l'infanzia dei miei figli. Ecco, è questa sofferenza che ha segnato la mia maternità. Come si assomigliano la mia infanzia e la breve vita dei miei figli, solo che volevano vivere la loro giovinezza. Ma cominciarono a sentirsi stranieri già sui banchi di scuola. Fu allora che cominciarono a porsi domande”.
Muyesser Gunes è una giornalista curda di 53 anni. Dirige la rivista mensile dell'associazione delle Madri della Pace in Turchia. Il gruppo è formato da donne curde e turche che condividono esperienze terribili: quelle del dramma della violenza e della guerra, che lasciano segni indelebili e in alcuni casi cicatrici ancora più dolorose. Come quelle che lascia la perdita di un figlio e, nel caso di Muyesser, di tutti e due i suoi ragazzi. Mehmet e Fuat. “Profughi a Istanbul, portammo con noi il dolore e la miseria”, scriveva Muyesser dopo una serie di conferenze organizzate dalle Donne in Nero tenute da lei in Italia, “alle nostre spalle restò la mia terra in lacrime e anche il mio cuore. Ho sentito il dolore dei miei figli prima ancora di vedere i loro corpi uccisi. Ora so che non vedrò mai più Mehmet e Fuat, ma so anche che da tutto questo carico di dolore dovranno scaturire pace, fratellanza e convivenza”.
 
guerriglieri curdi detti 'peshmerga'La vita dalla morte. La guerra tra il governo turco e la minoranza curda dura da tanti, troppi anni. Dal 1984 a oggi, anche se non si hanno stime definitive, si ritiene che siano state più di 40mila le vittime del conflitto e sono migliaia i profughi. Famiglie curde, come quella di Muyesser che ha abbandonato il suo villaggio dato alle fiamme dalle truppe speciali turche ed è fuggita a Istanbul, raggiungendo alcuni parenti nel quartiere Gazi, quello dove abitano quasi tutti i curdi nella grande città turca. I figli di Muyesser, come quelli di tante altre donne curde, a un certo punto della loro vita hanno deciso di prendere la via della lotta armata, unendosi alle milizie del Pkk, il partito comunista curdo che si batte contro la Turchia per ottenere l'indipendenza del Kurdistan o almeno un'autonomia reale. Sono morti tutti e due. Il dolore terribile spinge Muyesser a cercare di fare qualcosa per contribuire alla fine delle violenze e della guerra. Così, nel 1996, nasce l'associazione delle Madri della Pace che si danno appuntamento ogni sabato mattina in piazza Galatasaray a Istanbul e, con il loro presidio, chiedono chiarezza sulla sorte delle migliaia di detenuti politici e di militanti uccisi negli scontri. Dopo l'arresto nel 1999 di Ocalan, leader storico del Pkk, le Madri della Pace decidono d'impegnarsi in prima persona in quello che sembrava l'inizio di un vero e proprio processo di pace. A loro si uniscono molte madri turche. Il Pkk ha infatti deciso di abbandonare la lotta armata e di puntare alla soluzione politica del conflitto.
 
manifestazione pacifica dei curdiUna donna in cammino. Da quel momento l'attività di Muyesser diventa frenetica. Nel 2000 organizza, assieme alle donne dell'associazione, una Marcia per la Pace da venti cittadine curde verso Ankara, ma l'esercito le ferma prima dell'ingresso in città. Oltre a dedicarsi alla soluzione pacifica del conflitto con la Turchia, le Madri della Pace si dedicano alla soluzione dei conflitti tra i curdi stessi. Una loro delegazione si reca nel 2002 a Suleymania, nel Kurdistan iracheno, per incontrare Jalal Talabani, attuale Presidente dell'Iraq, e porre fine alle scaramucce al confine tra curdi iracheni e curdi turchi. Al ritorno a casa, Muyesser e le altre donne della delegazione, vengono arrestate e accusate di 'sostegno al terrorismo'. Il tribunale per la sicurezza dello Stato turco le assolve. L'8 marzo del 2004 Muyesser guida una delegazione di donne curde che si reca dal governo turco per offrire, in segno di pacificazione, un velo bianco. Ma la loro offerta viene respinta. Il 3 aprile del 2005 è portavoce di una carovana per la pace partita da Istanbul alla volta del Kurdistan per fare interposizione non violenta e chiedere la fine delle azioni militari nella zona, visto che gli ultimi mesi hanno visto una pericolosa escalation della violenza. Il Pkk ha ripreso le armi, dopo 6 anni di tregua nei quali non è arrivata l'amnistia promessa ai guerriglieri e sono continuate le provocazioni militari e degli estremisti turchi e sono tornati il coprifuoco e l'isolamento dei villaggi.  Le donne della delegazione sono state caricate dalla polizia turca e arrestate. Tra loro anche Muyesser. Le 27 attiviste sono tuttora detenute nel carcere del distretto di Mardin, in Turchia, in attesa di processo. Le Donne in Nero si sono attivate con un appello per la scarcerazione delle manifestanti da rivolgere all'ambasciata turca in Italia, dove per altro Muyesser ha molti amici, grazie alla serie di conferenze che ha tenuto in tutto il Paese. La Turchia, in attesa del lasciapassare democratico per l'ingresso nell'Unione Europea, per adesso non dà segnali e la piazza Galatasaray a Istanbul sembra un po' più grande e vuota ora che manca la figura di Muyesser e delle sue compagne che ricordano a tutti quanto sia doloroso perdere, a causa dell'assurdità della guerra, un figlio. O tutti e due.

Christian Elia

Articoli correlati:
21/04/2005 Madri in piazza: Dall'Argentina all'Algeria, le mamme rivendicano giustizia e diritti per i figli
18/04/2005 Dichiarazioni pericolose: Una cantante italiana cacciata dalla Turchia perchè solidale con i curdi
19/03/2005 Mercante di morte: A processo l'uomo che diede a Saddam i gas da usare contro i curdi
16/02/2005 Kirkuk città contesa: I curdi tornano a Kirkuk, per votare e restare. L'opinione di Kamal e Zana
13/02/2005 Kirkuk città contesa. Seconda parte: I curdi sono tornati a Kirkuk, per votare e per restare. L'opinione di Kamal e Zana
28/01/2005 Tra autonomia e indipendenza: L'Iraq attende il voto, mentre il Kurdistan sogna un referendum
04/11/2004 Le grandi manovre: La Turchia minaccia di schierare truppe in Iraq. Tensione tra i curdi
07/10/2004 La Turchia e l'Europa: Il primo passo per il futuro ingresso della Turchia nell'UE
21/07/2004 La lotta di Eren: Intervista a Eren Keskin, avvocato di Leyla Zana e molto di più
21/04/2004 Il sorriso di Leyla Zana: Confermata la condanna per la parlamentare curda in Turchia
30/03/2004 La vita di Unit: Ancora un delitto d'onore in Turchia, ma rischia la vita anche un bimbo
25/03/2004 Governi e prigioni: Lettera di Beriwan Ay, ragazzina curda. Una storia ignorata dalla stampa italiana
14/03/2004 Battaglia a Qameshli: Sarebbero 50 i morti degli scontri in Siria tra militari e curdi
08/03/2004 Il Kurdistan delle donne: Una ragazza curda di nome Nakshin ci ha raccontato la sua storia
08/03/2004 Yilmaz, il fuggitivo: In Turchia era giornalista. E' scappato da un paese dove non si può manifestare le proprie idee
18/02/2004 Fuga da Izmir: La fuga dalla Turchia di due militanti democratici curdi per ricominciare a vivere
21/01/2004 Kurdistan in bilico: La regione tra Iraq, Turchia, Armenia e Iran è vicina ad una nuova crisi
15/12/2003 Voci dall'Iraq: Le reazioni e le impressioni dei curdi a Suleymania dopo la cattura del rais
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità