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L' Ecuador propone un nuovo modello di contrattazione delle imprese petrolifere straniere, proposto con l'entrata in vigore delle riforme della Legge degli Idrocarburi ideata dal presidente Rafael Correa. Il presidente della Commissione dell' Energia della Camera Ecuadoriana Americana, Hector Paz y Miño, ha spiegato alla Bbc che "queste riforme intendono aumentare la partecipazione statale al reddito petrolifero, ma lasciano da parte l'equilibrio economico che dovrebbe esserci tra le parti per avere appetibilità per gli investimenti".
Tra gli aspetti positivi della nuova legislazione il ministro delle Risorse Naturali non Rinnovabili, Wilson Pastor, ha sottolineato che la totalità della produzione petrolifera sarà nelle mani dello Stato. Secondo il ministro, con i contratti di partecipazione lo Stato percepiva solo un 20% della produzione totale. Lo Stato, inoltre, regolerà gli utili delle imprese. "Sono finiti gli abusi delle aziende petrolifere" ha continuato Pastor.
Le imprese hanno un termine di 120 giorni per la rinegoziazione dei loro contratti, ma il termine può estendersi fino a 180 giorni per quelle che operano in settori marginali.
In Ecuador operano una decina di imprese petrolifere straniere, tra cui la spagnola Repsol-YPF, la brasiliana Petrobas e la cinese CNPC. La produzione del paese raggiunge i 480mila barili al giorno, di cui un 40% viene estratto dalle imprese straniere.
Negli ultimi anni la produzione delle transnazionali è sensibilmente diminuito, il che ha provocato problemi per gli introiti dell'Ecuador. Nel 2006 queste imprese hanno investito circa 772milioni di dollari, e si calcola che nel 2010 la cifra si abbasserà a 321 milioni.