stampa
invia
Amnesty International denuncia che il giornalista uiguro Hairat Niyaz è stato condannato a 15 anni di reclusione per avere allertato le autorità cinesi sulla possibilità che si verificassero le violenze etniche poi effettivamente occorse nel luglio 2009.
I report indicano che Hairat Niyaz era stato giudicato e dichiarato colpevole per delitti contro la sicurezza dello Stato da un tribunale di Xinjiang, e colpevole adi aver fomentato i disordini attraverso il suo blog Uighurbiz.
L'accusa si era basata sul testo che il giornalista aveva scritto prima dei disordini del luglio del 2009 a Urumqui, la capitale del Xinjiang, e nelle interviste che aveva concesso a mezzi di comunicazione di Hong Kong subito dopo l'esplosione delle violenze.
"Quindici anni di prigione sono una punizione assurda per chi ha messo in luce i motivi dei tumulti che albergano da tempo nel popolo uiguro" ha dichiarato Catherine Baber, direttrice del programma regionale per Asia e Oceania di Amnesty. A questo scandalo si somma il fatto che Niyaz, secondo una sua testimonianza, avrebbe avvertito le autorità di adottare misure per prevenire la violenza. Gli è stato negato il diritto di essere difeso da un avvocato da lui scelto, e gli è stato permesso di avere colloqui con un solo familiare.
Amnesty International chiede un'inchiesta indipendente sulla violenza del luglio 2009, chi l'ha causata, il numero esatto delle vittime e chi furono i responsabili di questa morte.
I disordini portarono alla morte di circa 184 persone, e all'arresto di 1.434 persone, di cui 200 sono sotto processo e rischiano la pena di morte.