stampa
invia
Dopo pochi giorni dall'approvazione della legge sui matrimoni omosessuali in Argentina, sono già arrivate le prime denunce di consiglieri municipali e giudici di pace che si rifiutano di celebrare cerimonie fra persone dello stesso sesso.
Per il momento sono cinque i funzionari che si sono avvalsi dell'obbiezione di coscienza, ma le associazioni e le Ong che hanno promosso e appoggiato questa legge assicurano che il numero degli "obbiettori" aumenterà.
Maria Rachi, presidente della Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans (Falgbt), ha annunciato con un comunicato che l'associazione presenterà denunce per apologia del delitto e chiederà che gli omosessuali ai quali verrà negato il diritto di sposarsi nel primo paese sudamericano dove è possibile vengano risarciti per danni morali.
Secondo i funzionari obbiettori, la legge promulgata dal Parlamento non ha validità davanti agli occhi di Dio, pertanto ritengono di non doverla rispettare. Si tratta di un atto, quello dell'obbiezione di coscienza o disubbidienza civile, che la neo legge non contempla, quindi coloro che si rifiuteranno di sposare coppie omosessuali verranno multati.