26/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A dieci giorni dall'entrata in vigore della legge che permette i matrimoni fra persone del medesimo sesso, spuntano i primi obiettori. Un atto, questo della disobbedienza civile, non contemplato dalla nuova norma. Chi si rifiuterà di applicarla sarà multa

Dopo pochi giorni dall'approvazione della legge sui matrimoni omosessuali in Argentina, sono già arrivate le prime denunce di consiglieri municipali e giudici di pace che si rifiutano di celebrare cerimonie fra persone dello stesso sesso.
Per il momento sono cinque i funzionari che si sono avvalsi dell'obbiezione di coscienza, ma le associazioni e le Ong che hanno promosso e appoggiato questa legge assicurano che il numero degli "obbiettori" aumenterà.
Maria Rachi, presidente della Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans (Falgbt), ha annunciato con un comunicato che l'associazione presenterà denunce per apologia del delitto e chiederà che gli omosessuali ai quali verrà negato il diritto di sposarsi nel primo paese sudamericano dove è possibile vengano risarciti per danni morali.
Secondo i funzionari obbiettori, la legge promulgata dal Parlamento non ha validità davanti agli occhi di Dio, pertanto ritengono di non doverla rispettare. Si tratta di un atto, quello dell'obbiezione di coscienza o disubbidienza civile, che la neo legge non contempla, quindi coloro che si rifiuteranno di sposare coppie omosessuali verranno multati.

Categoria: Diritti
Luogo: Argentina