23/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La separazione non viola il diritto internazionale. Ma Belgrado ne rifiuta la legittimità

La Serbia "non riconoscerà mai, in nessun caso" la dichiarazione d'indipendenza pronunciata il 17 febbraio 2008, ha affermato il presidente serbo Boris Tadic dopo la sentenza della Corte dell'Aja che ieri ha stabilito la legalità della secessione del Kosovo.

Il parere del massimo organo di giustizia dell'Onu era stato richiesto dalla Serbia.
La Russia ha confermato la sua posizione sul non riconoscimento dell'indipendenza.
La Spagna, il più grande dei cinque paesi della Ue che non hanno riconosciuto il Kosovo, ha comunicato tramite il portavoce del ministro degli Esteri spagnolo di rispettare la sentenza della Corte.
Cipro ha riaffermato il suo supporto alla Serbia e alla sua sovranità territoriale.
Le truppe serbe hanno lasciato il Kosovo nel 1999 dopo che la campagna militare Nato. Il Kosovo è stato amministrato dall'Onu con il supporto delle truppe Nato peacekeepers fino al febbraio 2008, quando il Parlamento dichiarò l'indipendenza. Le truppe Nato, progressivamente, lasciano il posto alla missione civile Ue, chiamata Eulex.

Parole chiave: Serbia, Kosovo, secessione
Categoria: Politica
Luogo: Kosovo