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“Ci sono guerre dimenticate, guerre che dormono, guerre di
cui non si sa nulla. Questa è la mia Africa”. Mamour, ha voglia di
parlare del Casamance, la regione merdionale del Senegal.
Negli ultimi mesi la cronaca internazionale si è occupata poco di
questo sperduto posto del mondo. E’ molto difficile capire la
situazione reale, anche perché spesso i movimenti guerriglieri si
mescolano con il banditismo e così analizzare i fatti diventa ancora
più complesso.
“Improvvisamente i villaggi venivano attaccati, gli abitanti rapiti e
uccisi – insiste Mamour – e certe volte ho pensato che potesse finire
come in Algeria. Io vivo a Roma, ma il mio cuore è nella mia terra, con
la gente che soffre non solo per la fame e per il sottosviluppo, ma
anche per la guerra. Però, quando telefono a casa non posso chiedere
esplicitamente qual è la situazione. E’ pericoloso per me e per i miei
familiari. Da noi, non solo in Gambia, occuparsi di politica è
considerato dal governo inopportuno. I giornali raccontano cose, ma
leggo il più delle volte articoli superficiali, se non omissivi. La Cnn
o le altre televisioni ci danno l’impressione di poter esser messi al
corrente di tutto quello che accade nel mondo, ma non è vero. Io non
credo che siano i senegalesi a volere il conflitto del Casamance. Gli
interessi di Francia, Stati Uniti, Portogallo e Gran Bretagna
certamente influenzano la crisi. Sono interessi economici e di
controllo politico dell’area. Riuscire, però, a comprendere per davvero
come quelle grandi potenze intervengono è impossibile”.