28/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In Australia ci sono troppi cammelli selvatici. Il rimedio? Prenderli a fucilate da un elicottero
In Australia i cammelli sono utilizzati anche nel turismoNon bisogna dirlo ai farmers australiani, che i cammelli bevono poco. Esasperati perché secondo loro le poche fonti d’acqua disponibili nel deserto le prosciugano tutte questi animali che si sono moltiplicati a dismisura negli anni, agricoltori e allevatori dello stato del South Australia si sono rivolti alle autorità. Che hanno ascoltato le loro richieste, annunciando misure drastiche: nei prossimi mesi, dei tiratori scelti a bordo di elicotteri in volo a bassa quota spareranno su migliaia di cammelli selvatici che vivono nell’outback, lo sconfinato e arido entroterra australiano. L’obiettivo è di riportare la popolazione di cammelli entro limiti sostenibili dall’agricoltura locale. Ma intanto la nuova politica è stata subito condannata dalle associazioni per i diritti degli animali, che prevedono un bagno di sangue.
 
Un gruppo di cammelli da allevamento. Alcuni aborigeni li allevano per poi esportare la loro carne in Medio OrienteFuori controllo. Il cammello è stato introdotto in Australia alla fine dell’Ottocento. Quando non c’erano ancora treni e camion, erano indispensabili per portare le merci attraverso il deserto. Una volta introdotti i nuovi mezzi di trasporto, i cammelli vennero rilasciati in massa nell’outback dove, in mancanza di predatori, sono aumentati in modo esponenziale. Oggi si stima che ce ne siano 500mila, e che ogni anno il loro numero cresca dell’11 per cento: cioè a botte di circa 50mila nuovi animali. Gli allevatori sono preoccupati perché le mandrie e i greggi devono abbeverarsi da fonti d’acqua sempre più prosciugate. Secondo Chris Turner, un ispettore rurale, nel solo South Australia ci sarebbero 60mila cammelli, e in alcune occasioni se ne sono visti anche 200 bere da una singola sorgente d’acqua. “Finché non potremo valutare meglio la situazione – ha detto Turner senza fornire cifre precise – è importante che limitiamo il loro numero per non farlo crescere ancora di più; il modo più veloce ed efficace di farlo è con dei raid aerei”.
 
Le proteste degli animalisti. Glenys Oogjes, direttrice del gruppo Animals Australia, non potrebbe essere meno d’accordo. Ricorda che in passato il tiro dall’aereo è stato usato anche contro cavalli selvatici e capre, e si è sempre risolto in un indiscriminato bagno di sangue. “Abbiamo visto atti di crudeltà orribili in quella specie di sparatoria euforica, ed è virtualmente impossibile controllare dall’alto che ogni animale venga ucciso sul colpo”. Il problema delle inutili sofferenze dell’animale è sollevato anche da Hugh Wirth, presidente della sezione australiana della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals. “Non si può uccidere in modo pulito, sul colpo e umanamente un animale che si muove da un elicottero che si muove”, dice.
 
Il rospo marino è stato importato dall'America, e ha causato più danni che beneficiI precedenti. Non è la prima volta che l’Australia deve fare i conti con una specie animale “importata” andata fuori controllo. Il caso più famoso, e tuttora attuale, è quello del rospo marino introdotto dalle Hawaii nel nord-est del Paese per cercare di eliminare i parassiti dai campi di canna da zucchero. Grazie al veleno che secernono le sue ghiandole, il “rospo della canna” – come lo chiamano gli australiani – può uccidere gli animali che incautamente se lo mangiano, come serpenti e coccodrilli: si calcola che una cinquantina di specie di rettili siano a rischio di estinzione per colpa sua, e la soluzione al problema non è stata ancora trovata. Sfortunatamente per loro, i cammelli sono bersaglio più facile per un fucile.

Alessandro Ursic

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