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Almeno tre persone sono rimaste ferite oggi a Kabul da un proiettile di mortaio esploso in un rudimentale campo di calcio a nord della città, poco prima dell'inizio della Conferenza di Kabul, a cui partecipano ministri e rappresentanti di 70 paesi e organismi internazionali e regionali. Lo scrive l'agenzia di stampa Pajhwok. La deflagrazione è avvenuta mentre un gruppo di giovani ripuliva il campo. Questa la versione del generale della polizia, Abdul Hamid. Tre i feriti, poi trasferiti in ospedale. Inoltre, sempre secondo la medesima agenzia stampa, ieri sera quattro razzi sono caduti nella zona dell'aeroporto di Kabul (due per il ministero dell'Interno), causando alcuni feriti. Fonti giornalistiche hanno riferito di quattro esplosioni nella capitale ieri sera, non confermate però da fonti ufficiali.
Intanto, il presidente afgano Hamid Karzai ha aperto la conferenza internazionale che questa mattina riunisce a Kabul i rappresentanti di circa 70 paesi e organizzazioni internazionali, indicando il 2014 come data entro cui "tutte le operazioni di sicurezza e ordine pubblico" dovrebbero passare alla forze afgane.
Queste comunque le parole pronunciate in apertura dei lavori: "I Talebani rappresentano un nemico comune che ci danneggia tutti e contro cui dobbiamo essere uniti". Il presidente ha anche chiesto che i fondi che la comunità internazionale destina all'Afghanistan siano affidati al governo del paese, per garantirne l'uso effettivo a vantaggio del popolo. "Abbiamo imparato insieme che distribuire le nostre risorse attraverso centinaia di progetti isolati non produce i risultati sperati e non garantisce visibilità pubblica nè supporto alla creazione di una buona governance", ha detto il presidente. "È tempo di concentrare i nostri sforzi su un numero limitato di programmi nazionali e di progetti destinati a trasformare la vita della gente e rafforzare la coesione tra stato e cittadini", ha proseguito, spiegando che questo metodo "creerebbe un meccanismo di fiducia reciproca tra lo stato e i suoi partner internazionali".
Tra i presenti alla conferenza si contano circa 40 ministri degli Esteri, tra cui il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e, per l'Italia, il ministro Franco Frattini. Presenti anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e l'inviato Onu in Afghanistan Staffan de Mistura.
Il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha quindi spiegato che la data di luglio 2011 fissata dal presidente Barack Obama per l'avvio del ritiro delle truppe americane, "è l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno". Gli Stati Uniti apprezzano lo sforzo realizzato dal presidente Hamid Karzai per migliorare la governance in Afghanistan, ha quindi aggiunto, ma "molti sforzi devono essere ancora fatti per combattere la corruzione". Clinton ha quindi detto che "non non ci saranno reali progressi economici se il governo afgano non farà di tutto per organizzare una amministrazione statale e provinciale credibile".