19/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



"Il prezzo che dobbiamo pagare è molto più alto del previsto, ci saranno altre vittime"

Anche quando le forze di Kabul saranno in grado di garantire la sicurezza del Paese, la Nato non se ne andrà dall'Afghanistan. L'ha detto il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Fogh Rasmussen, che prevede anche un'intensificazione degli scontri a seguito dell'offensiva militare contro le aree a forte presenza di insorti.

In un intervento pubblicato sul quotidiano tedesco Hamburger Abendblatt, Rasmussen ha dichiarato: "Anche se le nostre truppe passeranno a un ruolo di supporto, l'Afghanistan avrà bisogno dell'appoggio costante della comunità internazionale, inclusa la Nato".

Alla vigilia della Conferenza dei donatori per l'Afghanistan a Kabul, il numero uno della Nato sottolinea che "il prezzo che dobbiamo pagare è molto più alto del previsto, soprattutto in termini di numero di soldati internazionali e afgani uccisi", e in futuro "ci saranno altre vittime", per cui è auspicabile un accordo sul lungo periodo con il gverno afgano.
"Una partnership di questo tipo darebbe all'Afghanistan ulteriore fiducia in se stesso nel momento in cui riacquisterà il controllo del proprio destino".

Sulla possibile natura di tale collaborazione si è sbilanciato il ministro della Difesa britannico Liam Fox, secondo cui "nel giro di due anni, la polizia e l'esercito afgani si assumeranno la responsabilità della sicurezza, lasciando alle truppe britanniche solo compiti d'addestramento".
Alla conferenza che prende il via martedì il presidente afgano Karzai dovrebbe presentare un vero e proprio calendario del trasferimento di responsabilità dalle truppe Nato a quelle afgane, in vista di un paziale ritiro dal Paese entro il 2014.

Parole chiave: afghanistan, nato, rasmussen, fox
Categoria: Guerra, Pace, Politica
Luogo: Afghanistan