19/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Chiesta la consegna dei militanti di Jundullah che hanno rivendicato l'attentato del 15 luglio

Il primo vice presidente iraniano, Mohammad Reza Rahimi, ha avvertito il Pakistan che se non consegnerà all'Iran i "terroristi" sunniti di Jundullah (Soldati di Dio), le forze iraniane effettueranno incursioni sul suo territorio per arrestarli. Lo ha riferito la televisione di Stato di Teheran.
"Abbiamo notificato alle autorità pachistane - ha detto Rahimi - la richiesta di consegnarci i terroristi, che saranno puniti secondo le nostre leggi. Altrimenti l'Iran con le sue forze entrerà legalmente nel Paese confinante per dare la caccia ai terroristi".

Teheran afferma che Jundullah ha le sue basi proprio in Pakistan e che è appoggiato anche da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Il gruppo estremista ha negli ultimi anni rivendicato vari attentati nel sud-est dell'Iran, tra cui quello del 15 luglio che ha provocato almeno 27 morti davanti a una moschea sciita nella città di Zahedan.
Anche il vice capo della polizia, Ahmad Reza Radan, aveva recentemente parlato di possibili incursioni in Pakistan: "Le origini dell'insicurezza vengono da oltre confine, e la pazienza dell'Iran ha un limite".

Parole chiave: iran, pakistan, Mohammad Reza Rahimi, Jundullah
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Iran