28/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In migliaia in piazza contro il carovita. Bolanos preso a sassate. Ferito il fratello
scritto per noi da
Giorgio Trucchi

Ieri, 26 aprile, Managua è stata attraversata da una grande marcia a cui hanno partecipato studenti, sindacati e varie organizzazioni sociali.Difficile stimarne il numero, ma si è trattato di parecchie migliaia di persone.
Lo striscione d'apertura recitava "Fuera Bolaños", come riferimento al testo del comunicato emesso dall'Associazione dei Municipi del Nicaragua (AMUNIC), in cui si chiedeva al presidente di mostrare la faccia e iniziare un dialogo per risolvere il problema energetico e trovare misure contro l'aumento del biglietto degli autobus. Altrimenti dimissioni, senza se e senza ma.
La marcia si è svolta in maniera pacifica ed è arrivata fino all'altezza della statua del Guerrillero, nei pressi della Casa Presidencial, dove la Polizia aveva organizzato un cordone con più di 300 agenti. Più in fondo si sono sistemati i corpi speciali.
Tanti gli episodi di tensione verso i giornalisti di alcuni canali televisivi, accusati dalla gente e soprattutto dagli studenti, di aver criminalizzato la loro lotta e di aver distorto i fatti dei giorni scorsi. In modo particolare, le proteste hanno avuto come bersaglio Canal 8, Canal 2, Canal 10, che si sono platealmente schierati con il governo le forze di Polizia.
 
Urla, grida, qualche lancio di gavettoni, ma niente di più. L'accordo tra i vari organizzatori, infatti, era che la marcia dovesse essere pacifica, senza cedere alle provocazioni della polizia presente in forze.
All'improvviso però è comparso il presidente Bolaños che, scendendo dalla sua camionetona da 60 mila dollari, si è diretto verso i manifestanti con le braccia in alto, dicendo di aver ricevuto l’invito a presentarsi da parte di alcuni leader dei settori che avevano organizzato la marcia.
Il Presidente, che da più di un mese non si è nemmeno degnato di sedersi a un tavolo con i vari settori in lotta per affrontare la grave situazione del paese, è quindi apparso improvvisamente nel punto più caldo della manifestazione, senza prendere in considerazione la delicatezza di quanto stava avvenendo e di tutto quello che era accaduto nei giorni precedenti. Lunedì, in particolare, è stata una giornata drammatica. Più di cento persone sono state arrestate, tra cui ben dieci minorenni. Molti rischiano un processo per terrorismo. La polizia si è dimostrata violenta e senza pietà e il governo non ha perso tempo nello svilire la protesta, catalogandola come strategia del Frente Sandinista per creare il caos. Una serie di atteggiamenti dunque che sono stati immediatamente intesi dai cittadini come una presa in giro, una provocazione. 
Appena la gente ha visto il Presidente, dunque, si è scatenata lanciando gavettoni, pietre e sparando i morteros, petardi, tanto che immediatamente Bolaños è stato circondato dagli scudi della polizia e trascinato in auto. A farne le spese il figlio, Enrique Bolaños Jr, che è stato colpito alla testa da una pietra e portato immediatamente in ospedale.
 
Protezione a Bolaños. La strana mossa del presidente Bolaños ha però una sua logica, che è poi emersa nella conferenza stampa avvenuta circa un'ora dopo gli avvenimenti: dimostrare che lui è disposto a dialogare e che ha avuto anche il coraggio di andare proprio davanti ai manifestanti, che invece ancora una volta hanno dimostrato di essere solo dei delinquenti, i cui leader (leggi Frente Sandinista) “se ne restano invece nascosti sotto le gonne e sotto il letto, mandando questa massa violenta all'attacco per creare il caos”.
Durissima e immediata è stata la reazione della società civile, del Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh) e degli altri settori in protesta, che hanno accusato il presidente di aver voluto compiere un chiaro atto di provocazione e che hanno considerato ridicola l'intenzione di voler dialogare da dietro una barricata di poliziotti e di fronte a una folla nervosa e arrabbiata per i fatti del 25 aprile.
  
La folla si è poi lentamente dispersa su pressione dei vari dirigenti delle organizzazioni, che non volevano che scoppiassero atti di violenza.
Intanto il settore trasporti (autobus e taxi) ha iniziato oggi una sciopero che durerà fino a che il governo non aprirà un tavolo di trattativa, mentre in varie città del Nicaragua gli studenti si stanno preparando per raggiungere Managua e unirsi agli studenti della capitale.
Nel tardo pomeriggio, Bolaños ha convocato l'ennesima conferenza stampa in cui ha duramente attaccato Daniel Ortega e il Frente Sandinista e ha ribadito che la Polizia continuerà a impedire disordini e interruzioni della libera circolazione, anche se i risultati dei giorni scorsi creano solo maggior caos e violenza in tutto il Nicaragua.
“Ho parlato con il Ministro della Difesa – ha affermato - e con il Capo delle Forze Armate affinché siano sempre pronte”. Nonostante il Ministro Guerra abbia poi smentito il dispiegamento dell'Esercito, il richiamo a questa possibilità sta agitando ancora di più gli animi.
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Nicaragua
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