02/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Cuba, tra turismo sessuale e storie d'amore vero
scritto per noi da
Paola Erba

All’aereoporto di Santiago de Cuba sbarca una coppia con un bambino di sei mesi. Lei è cubana, lui spagnolo. Hanno la stessa età e vivono a Barcellona. Si sono sposati un anno fa e tornano a Santiago per far conoscere il nipotino ai nonni. Sono una delle tante famiglie miste di Cuba. Per loro la scelta è stata l’Europa, per altri è Cuba. A Baracoa, 300 chilometri da Santiago, 70mila abitanti, sono un centinaio gli europei sposati con cubane e rimasti sull’isola. In genere, è gente di 50–60 anni, che ha deciso di vivere con la pensione ai tropici. E qui si è rifatta una vita.

Gelindo, 58 anni, ex insegnante, vive all’Habana con una moglie cubana di 19 anni. “Venivo qui in vacanza- spiega -. Poi conobbi Tamara. Così, appena smisi di lavorare, mi trasferii a Cuba. Sposarsi è il modo più semplice per restare. Ma i problemi non mancano. Burocratici, intendo. Per uno straniero, ad esempio, è complicatissimo avere una casa. Nonostante le difficoltà, non ho nessuna nostalgia dell’Italia. Mi affascina il clima, il carattere della gente, la semplicità con cui si vive, anche se ammetto di essere un privilegiato. Con uno stipendio in valuta, la vita è diversa da quella di un cubano medio”. Purtroppo, non tutti gli stranieri che vengono a Cuba si integrano nel Paese come Gelindo. Il turismo sessuale, infatti, è ancora il tipo di atteggiamento più diffuso, nonostante negli ultimi anni il fenomeno sia diminuito grazie ad una serie di misure severissime prese dal governo e dai municipi.

A Baracoa, ad esempio, nessuna casa particular - l’equivalente dei nostri bed & breakfast - può affittare ad una coppia mista europeo-cubana, a meno che non sia sposata. A Santiago la legge è meno severa: è possibile affittare a coppie miste, purchè il turista vada nella stessa casa sempre con la stessa ragazza. E poichè tutto è registrato, non è facile cambiare ogni giorno casa ragazza passando inosservati. Le pene per chi favorisce la prostituzione affittando, possono arrivare all’esproprio della casa. E per la ragazza, a due o più anni di carcere.

“Era una misura necessaria – spiega Hilda, proprietaria di una casa particular a Santiago -. I nostri appartamenti stavano diventando dei bordelli”.

Per frenare la prostituzione, una misura curiosa varata l’anno scorso, è stata quella di rendere obbligatorio, per gli adolescenti, fermarsi a scuola a pranzo. “La pausa pranzo - continua Hilda - era utilizzata da alcune ragazze per uscire con i turisti e magari per prostituirsi”.

Ma non sempre le misure del governo bastano: girando per Santiago, è inevitabile imbattersi in coppie stranamente assortite. In un paladar della città - uno dei ristoranti allestiti nelle case - sono sedute nel tavolo a fianco due ragazze cubane e due turisti francesi di 50-60 anni. Hanno l’aria arrogante e disinvolta. A Cuba sono abituati a spendere. Mentre i due escono per fumare una sigaretta, le ragazze cominciano a parlare tra di loro.

“Ti dà dei soldi?”, chiede una. “Sì, ma si sta comportando bene”, risponde l’altra. Quando arrivano stranieri a casa mia, faccio sempre così. Ho un bambino da mantenere”. “A casa mia - si confida l’altra - hanno insistito perchè uscissi con lui a cena, sono contenti che lo frequenti, ma a me lui annoia”. Hanno 19 e 21 anni, una studia odontoiatria e l’altra legge. Katia, 19 anni, vorrebbe specializzarsi in diritto fiscale. Adora l'Italia. Parla di città d’arte, di opera e di musica leggera. Ne sa più di tanti italiani, ha una curiosità e un’inquietudine intellettuale commoventi. Continua a discorrere anche quando i due francesi rientrano. La situazione diventa imbarazzante. Con loro sembra che non abbiano molto da dire. Li separano parecchi anni, ma forse anche molta cultura.

Katia mi chiede l’indirizzo. “Se hai qualche rivista su Venezia e i mosaici, mi piacerebbe che me la mandassi”, mi dice prima che io me ne vada.

 
Categoria: Donne
Luogo: Cuba