15/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Operazione contro la 'ndrangheta. Un sequestro di beni di tali proporzioni ha lasciato increduli anche gli investigatori

All'inizio non ci potevano credere, si stropicciavano gli occhi " Dovremmo aver sequestrato beni per 330 milioni di euro", disse alla stampa la pm Beatrice Ronchi, Dda antimafia Reggio sullo Stretto. E dire che già ne avevano sequestrati altri 70 milioni di beni, a Gioacchino Campolo 71 anni, imprenditore ‘amico degli amici', soprattutto gli strapotenti Libri e De Stefano, nonchè gli ultraviolenti Audino, il ‘'re dei videopoker'' pressocchè monopolista (80 percento) delle oltre 4mila macchinette d'azzardo legalizzato dichiarate (chissà le illecite) in provincia, al momento dell'arresto nel settembre 2009.

400 milioni? 500 ? 550... chi offre di più? In totale fa 400 milioni: il maggiore sequestro nella storia dell'anti-Ndrangheta; plausi dei ministri Maroni e Alfano piovuti sullo Scico, il nucleo speciale sequestri giudiziari e indagini della Guardia di Finanza, coordinato dal comandante provinciale Alberto Reda. Va precisato che Campolo non è sotto inchiesta per 416 bis (non in questa indagine: in altri procedimenti gli si contesta il concorso esterno in associazione, qui reati fiscali); ma i suoi legami coi clan più potenti dai famigerati De Stefano ai loro alleati Libri, i vincenti della Guerra degli anni '80, sono acclarati; in Procura si valuta se Campolo riciclasse per conto dei padroni mondiali della cocaina.
Perché il videopoker rende, siamo d'accordo. Ma qui si esagera. I 400 milioni complessivi sequestrati al manutengolo delle ndrine sono stati ieri rivalutati. Al rialzo. Possono superare i 550 milioni sequestrati nel gennaio scorso ad Angelo Siino, alla sua impresa ‘aggiudicataria di quasi tutti gliappalti pubblici della Sicilia orientale, legata alla Calcestruzzi di Bergamo. Siino, ribattezzato ‘'il ministro dei Lavori pubblici della Mafia', era un prestanome del ‘Capo dei Capi' latitante Matteo Messina Denaro (nomen omen). Ma questo signore lo supera. Venite a fare due passi in pinacoteca, accumulata in trent'anni di indisturbati affari all'ombra delle cosche, in una regione che ci si ostina a ritenere povera, arretrata, forse. Ma se parliamo di micola (quattrini in calabrese) sentite cosa si nasconde nelle ville non finite dei mafiosi.
 
Un mafioso di buon gusto artistico Balla, Sironi, un presunto Picasso; un Salvador Dalì: "Giulietta e Romeo"; Renato Guttuso "Nudo femminile 1971"; due De Chirico "Piazza d'Italia", "Il burattino". E poi Migneco, Cascella, Antonio Ligabue; autentici. In totale 110.. Centodieci quadri d'autore. Tutti in un unico corridoio: infilata di gran pregio.
"Abbiamo esperti di beni immobili, ma non di arte, cosi avevamo sopravvalutato le 12 autovetture di lusso e le 6 moto di grossa cilindrata tra quanto sequestrato, e non avevamo prestato il giusto valore ai quadri", spiega il comandante Reda, a cui va un grosso plauso per non aver ceduto ai capogiri mentre sequestrava 240 (duecentoquaranta) appartamenti nel centro storico della Fenice dello Stretto. "Stamattina abbiamo sigillato i quadri, destinati alla Sovrintendenza Beni Culturali, sperando vadano ai cittadini calabresi", spiega Reda. Va detto che gli inquirenti stabiliranno se il bottino ha provenienza illecita; altrimenti andrà restituito all'imprenditore mafioso. Intanto, mentre imballavano, i finanzieri hanno consultato un gallerista esperto. Per le 110 opere inestimabili, avevano calcolato, a spanna (e chi aveva mai visto tutt'insieme sto ben di Dio?) 8 milioni. Al gallerista per poco non prendeva un colpo apoplettico; "Ma solo questo Guttuso ... Vale 30 milioni di euro!" Sui 400 milioni sequestrati, nemmeno dieci venivano computati per i quadri; un valore che dovrà decuplicare, almeno.

Serve un palazzo sull'Aventino? O a Place Vendome? E se non volete pensare ai mal di testa del vostro mutuo, non proseguite; non fatevi del male. Non pensate ai 240 appartamenti del boss, anche se metà sono situati nel centro storico: mezzo Corso principale, dove le boutique hanno prezzi da Monte Napoleone ( i boss spendono facile,,). Ma via Ludovisi a Roma? I Parioli più eversivi ed esclusivi. E la villa sul colle Aventino? 26 vani, stanze mai utilizzate. E il palazzetto con giardino al 26 di Faubourg Saint Honorè, Paris? Per non parlare del pied-à-terre in place Vendome. Quella della sede centrale di Cartier. E del ministero della Giustizia.
"Chiunque acquisti in Place Vendome viene attenzionato dall'antiriciclaggio francese" aveva detto il procuratore antimafia di Reggio Giuseppe Pignatone; invece gli amici degli amici in politica e in massoneria (in quale partito si fonde politica e massoneria? La risoluzione del quiz ai nostri amati lettori, noi non vi abbiamo detto niente,,,) hanno lasciato per decenni che i calabresi prosperassero anche in Lombardia, come di mostra l'inchiesta di questi giorni.. Fino ad accumulare fortune favolose.

Gian Luca Ursini

Parole chiave: 'ndrangheta, De chirico, Modigliani, Guttuso
Categoria: Politica
Luogo: Italia