22/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



"Spero con tutto il cuore che la situazione torni tranquilla"
Casa bruciataSlavica ha 29 anni, è laureata in medicina e si sta specializzando in pediatria a Belgrado. La sua famiglia però è a Mitrovica, dove ha sempre abitato. All'inizio a sud, nella parte albanese. Poi, nel '99 quando la sua casa è stata bruciata è stata costretta a spostarsi oltre il ponte, a nord. Dove un giorno durante la guerra le è capitato un brutto incidente con una mina, che le ha portato via entrambi i piedi.
 
Slavica, che ora cammina con delle protesi, sta seguendo un corso di specializzazione di un anno all'ospedale infantile della capitale serba, ma ieri si è precipitata a casa per assicurarsi che la sorella e i nipoti stessero bene. Un viaggio in pullman durato una giornata, con la tensione insieme ad altri che come lei tornavano ad accertarsi sulla situazione dei propri familiari. Racconta Slavica: "Lo vedevo, che erano come me. Non conoscevo nessuno ma bastava scambiarsi uno sguardo per condividere la paura, la stessa paura che avevamo avuto durante la guerra. Penso che anche loro tornassero in città per vedere la propria famiglia".
 
Per le strade, dice la giovane specializzanda, si respirava una strana quiete. Si sentiva che qualcosa non andava. Di solito c'è traffico, macchine, camion. Invece ieri non c'era quasi nessuno, nemmeno pattuglie della Kfor. "Ne abbiamo viste solo al confine tra Serbia e Kosovo, a Jerinje, a nord di Mitrovica". Oggi gli spari sono cessati. La notte invece è stata tesa, disturbata da scoppi e rumori improvvisi. "La gente esce solo se è strettamente necessario. Se ne stanno tutti chiusi in casa" dice Slavica, che è stata anche all'ospedale, dove i medici stanno lavorando a pieno ritmo per far fronte all'emergenza. E' affollato ma sotto controllo.
 
"Sotto controllo" sono le parole che ripete più spesso, quasi per convincersi che veramente le truppe Nato hanno in pugno la situazione. "Finita la specializzazione io voglio tornare nella mia città. Voglio stare lì, dove c'è la mia famiglia, gli amici, la mia vita. Mi piace stare lì, spero con tutto il cuore che la situazione torni tranquilla. Già oggi, già oggi sembrava migliore. Speriamo".
 
Francesca Micheletti
Categoria: Guerra, Armi
Luogo: Serbia