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Le amministrazioni in Brasile hanno confermato che la gente ha ancora fiducia
nel presidente operaio. Il suo partito, il Pt (partito dei lavoratori), ha ottenuto
sei delle 26 capitali del Paese ed è al ballottaggio in altre nove. Non solo:
ha più che raddoppiato il numero dei consensi nei piccoli comuni ottenendo il
maggior numero di voti assieme al suo alleato più forte, il partito del movimento
democratico (Pmdb), che si è imposto come la forza politica con più sindaci. Tra
gli oppositori, buona tornata per il Partito social democratico (Psdb) dell’ex
presidente Fernando Enrique Cardoso, che si è confermata la maggiore forza anti
Lula.
Adesso tutta l’attenzione è spostata su San Paolo. Il sindaco uscente Marta Suplicy,
la donna forte del Pt, ha ottenuto il 38,85 per cento contro il 43,53 di José
Serra, ex ministro della sanità di Cardoso e sfidante di Lula nel 2000, andando
così al ballottaggio, che si svolgerà il 31 ottobre prossimo e che tanti definiscono
“una disputa assai complicata”.
San Paolo è la città più difficile del Brasile: dieci milioni di abitanti in
un tessuto urbano caotico, soffocato dal traffico e dalla delinquenza. “Sono felice
di avere questa possibilità, possiamo farcela”, ha commentato la Suplicy, che
sta pagando lo scotto dell’impopolarità che si è attirata. Nella vita privata
la donna forte del Pt ha fatto alcune scelte che tanti elettori non le hanno perdonato,
confermando quanto quello brasiliano sia un popolo umorale, che guarda molto alla
personalità e al carisma dei candidati. Ai cittadini di San Paolo sembra non sia
andato giù né il suo divorzio dal senatore del Pt, Eduardo Suplicy, e il conseguente
matrimonio con l’argentino Luis Favre, né tanto meno i viaggi all’estero nei periodi
più difficili per la città o l’aumento delle tasse per finanziare i programmi
pubblici.
Alla domanda se il 31 ottobre accetterà o meno l’appoggio di Paulo Maluf, il
candidato del Pp che ha ottenuto l’11,9 per cento dei voti diventando così decisivo
per le sorti del ballottaggio, Marta Suplicy ha risposto: “Non discriminerò mai nessun elettore. E anzi voglio
salutarli uno ad uno. Ogni paulistano e paulistana che oggi ha votato. E’ stata
una vera e propria esplosione di allegria in città”.
“Fino a che non sarà spogliato l’ultimo dei voti continuerò a sperare – ha commentato,
di contro, il rivale Serra – Ringrazio il popolo di San Paulo per il suo appoggio
e tutte le persone che per strada mi hanno dimostrato la loro simpatia, caricandomi
di energia. Lavorerò in questo mese affinché siano messi a confronto i programmi
e i modi di amministrare questa città. Solo così i cittadini potranno scegliere
con coscienza quale futuro dare a San Paolo”.
Nonostante il freno paulista, comunque, la prima vera verifica per Lula e il
suo governo è più che superata,. “Queste elezioni hanno dimostrato un chiaro appoggio
per Lula”, titola il giornale argentino La Nacion. Dello stesso avviso il compaesano
Clarin, che scrive “Lula avanza”. “Il Pt è il più votato e guadagna più capitali”
è il titolo del Globo di Rio de Janeiro. Un vero successo, dunque, se si pensa
che è la forza politica che più è cresciuta dal 2000, ottenendo 14,3 milioni di
voti, contro i 12 milioni precedenti. E’ anche il partito con più candidati al
ballottaggio. Sono ventiquattro gli appartenenti al Pt che si contendono il secondo
turno. Di questi, nove corrono per accaparrarsi altrettante capitali: oltre a
San Paolo, Porto Alegre (Rio Grande do Sul), Goiania (Goias), Fortaleza (Ceara),
Curitiba (Paranà), Cuiabà (Mato Grosso), Vitoria (Espirito Santo), Porto Velho
(Rondonia) e Belem (Parà). I petisti si sono invece già presi al primo turno Belo
Horizonte (la terza città brasiliana, capitale del Minas Gerais), Recife (Peranmbuco),
Aracaju (Sergipe), Palmas (Tocantins), Macapà (Amapa) e Rio Branco (Acre). Il
Pt dunque rischia di governare ben quindici capitali, delle otto prefetture che
già controllava.
Caso a parte la situazione di Rio de Janeiro. Il sindaco uscente, Cesar Maia,
di centro destra, ha nuovamente stravinto. Sono ormai dodici anni che in città
domina il cesarismo che puntualmente si confronta con un’opposizione divisa in
tanti partiti, quindi debole e dispersiva.
Domenica 3 ottobre si è votato anche in Chiapas per eleggere le nuove autorità
di 118 municipi e del Congresso locale.
Secondo le prime proiezioni fornite dal Programma di risultati preliminari (Prep),
il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) ha ripreso il governo delle principali
città, fra cui la capitale, San Cristobal de las Casas, che nei nove anni scorsi
era stata nelle mani di Azione Nazionale, una coalizione di partiti formata da
Prd (Partito rivoluzionario democratico), Pan (Partito di azione nazionale) e
Pt (Partito dei lavoratori).
Con una percentuale approssimativa che si aggira intorno al 59% a suo favore,
il candidato priista (del partito rivoluzionario istituzionale ndr) Juan Sabines
Gutiérrez, figlio di un ex governatore chiapaneco, si è dichiarato vincitore nella
città di Tuxtla Gutierrez, mentre il suo più vicino concorrente, il candidato
panista Juan Carlos Cal y Mayor, ha ottenuto soltanto il 33% circa delle preferenze.
Una percentuale simile è stata ottenuta nella votazione per eleggere i due deputati
locali di Tuxtla.
Secondo le proiezioni, nella città di San Cristóbal, dove tre anni fa aveva vinto
il candidato del Partito Alleanza Sociale, dovrebbero avere la meglio, sia per
il Parlamento che al Comune, i candidati del Pri. Come Lobato García che già nella
serata di ieri annunciava la sua vittoria su Salvador Camacho, candidato del Partito
Verde.
Ad Oxchuc, María Gloria Sánchez, candidata del Pri e moglie dell'attuale presidente
municipale, è in testa nelle votazioni. Dai seggi scrutinati pare che la signora
Sanchez sia in netto vantaggio sul candidato Pablo Encinas del Pvem (Partito verde
ecologista).
A Comitán, un'altra delle più importanti città del Chiapas la cui amministrazione
era nelle mani dell'alleanza Prd-Pan-Pt, i risultati provvisori danno la vittoria
al Pri. A Tapachula i risultati indicavano un piccolo vantaggio per l'alleanza
Pan-Prd-Pt sul Pri.
Ma non sono stati solo i risultati elettorali a fare notizia. Domenica sono stati
registrati diversi incidenti.
A Tepilula, almeno trecento simpatizzanti della coalizione Alleanza per il Chiapas,
si sono scontrati con i sostenitori del Pri. Gli scontri hanno causato la morte
di Quintin Cruz, agente municipale, e il ferimento di alcune decine di persone.
A San Cristóbal de las Casas sono stati denunciati brogli elettorali. Almeno
due persone sono state fermate in possesso di 16 e 20 schede elettorali.
Le votazioni però sono state influenzate anche dal clima. Ad Ocosingo e Tecpatán
ad esempio, oltre ai brogli, agli incidenti, alle astensioni, le piogge torrenziali,
causate da una depressione tropicale, hanno provocato il blocco delle votazioni.
Infine una storia curiosa. Nella comunità di Shucum il seggio è stato chiuso
alle 10.30. I funzionari hanno dichiarato che in questa località i cittadini recensiti
e aventi diritto al voto erano 73. A quell’ora i votanti erano stati ben 68. I
restanti cinque sono stati cercati presso le loro abitazioni, ma i loro parenti
hanno detto che si trovavano fuori e che non sarebbero andati a votare. Per questo
è stato deciso di chiudere anticipatamente il seggio.
Stella Spinelli
Alessandro Grandi
Administrator SlampDesk