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Dopo quattro anni di interventi e comunicati diffusi senza comparire mai in pubblico, Fidel Castro ha deciso finalmente di mostrarsi alla sua gente e per farlo prima ha fatto una visita a un Centro studi di l'Avana, mercoledì 7 luglio, dove si è fatto fotografare, e poi, ieri sera, è comparso sulla tv cubana. Nell'attesa generale, ha partecipato a una tavola rotonda su varie tematiche scottanti, nazionali e internazionali, e non ha perso tempo a difendere Corea del Nord e Iran, ribadendo quanto va dicendo da tempo: in Medio Oriente "una guerra nucleare è imminente". Con in dosso un giubbotto nero e grigio e una camicia a quadri, seduto dietro un tavolo di fronte al giornalista cubano Randy Alonso, è apparso lucido ma attratti affaticato. Durante i suoi discorsi, alle sue spalle primeggiava l'immagine dell'eroe nazionale Josè Martì. Fin dalle prime battute, il lider maximo, 84 anni fra un mese esatto, convalescente dopo l'intervento chirurgico del 2006, si è ispirato agli appunti portati con sé e mai si è allontanato da quanto ogni settimana dichiara nelle sue Riflessioni, che pubblica dall'Avana.
Non sono mancate, infatti, le accuse alla Casa Bianca per aver provocato, lo scorso giugno, l'affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, nel tentativo di innescare la miccia del conflitto sempre latente tra Seul e Pyongyang. Obiettivo di Washington: spazzare via la Corea del Nord che preoccupa gli Usa perché controlla tecnologia nucleare". Quindi una sentita difesa dell'Iran, sottolineando che il presidente Mahmud Ahmadinejand "non è un uomo improvvisato" e risponderà di fronte a un eventuale attacco nucleare. Queste due apparizioni in pubblico coincidono con una delle fasi storiche più importanti e delicate degli ultimi anni a Cuba. In questi giorni, infatti, il governo cubano ha rilasciato 52 prigionieri politici, nell'ambito del dialogo promosso dalla Chiesa con Raul Castro, fratello di Fidel e suo erede al potere. E' curioso che nelle sue dichiarazioni il lider maximo non abbia mai fatto nessun riferimento a tali tematiche. Molti analisti pensano che si tratti di una maniera per ribadire chi veramente ancora comandi nell'isola caraibica.