12/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Tredici punti nell'agenda degli incontri con i rappresentanti cileni. Il mare si fa sempre più vicino.

Questa volta a scaldare gli animi ci ha pensato il senatore del gruppo d'opposizione Convergencia Nacional, Marcelo Antezana, già a capo dell'esercito boliviano. Secondo il parlamentare, infatti, l'uso della forza militare nella questione legata allo sbocco nell'Oceano Pacifico, è plausibile. O per lo meno: le armi sono un ottimo metodo dissuasore per quelli che non volgono 'capire'. Frasi scellerate pronunciate alla vigilia dell'incontro fra il presidente boliviano Evo Morales e quello cileno Sebastian Piñera. A gettare acqua sul fuoco, però, ci ha pensato Ruben Saavedra, ministro della Difesa boliviano che ha criticato e rifiutato con forza le dichiarazioni di Antezana. "Le forze armate costituiscono un potere dissuasivo per gli Stati" ha detto il senatore, suggerendo alle istituzioni d'inglobare le forze militari nel dialogo con il Cile.

Di tutt'altro avviso la linea politica del governo, ovviamente. Ciò che è stato detto dal senatore va in contrapposizione con ciò che è stabilito dalla Costituzione. Questo conferma che nel paese come in passato, ci siano forze che sostenevano l'uso della forza per la risoluzione dei conflitti. Tutto questo oggi è superato" ha dichiarato il ministro. Intanto, il tavolo delle trattative vedrà Monica Soriano, neo vice-cancelliere boliviano, e il sottosegraterio agli Esteri cileno, Fernando Schmidt, discutere dei 13 punti previsti i agenda da diverso tempo. Argomento principe dell'incontro sarà sicuramente il benedetto sbocco al mare. Nel frattempo, da Santiago del Cile, il cancelliere Alfredo Moreno gela tutti e fa sapere che "Il Cile non negozierà nessuno sbocco verso il mare con la Bolivia". Frase assolutamente fuori dal coro generale dell'ultimo periodo. Frase che non è piaciuta al cancelliere boliviano David Choquehuanca, che ha già avvisato come il tema marittimo nel futuro delle relazioni fra i due stati sia di fondamentale importanza.

"Questa è la decima volta che l'amministrazione boliviana e quella cilena si incontrano per discutere i tredici punti dell'agenda che hanno in comune. E' la prima volta, però, da quando Piñera è diventato presidente. La riunione si sta svolgendo all'interno dell'edificio del Cancelliere. Questo è un fattore importante che conferma la continuità di dialogo fra le due amministrazioni" dice Rolando Sotomayor, giornalista boliviano esperto di politica regionale. "In realtà, come dicevo, l'incontro di oggi rappresenta un rafforzamento delle relazioni bilaterali e la continuità della politica estera della Bachelet. Poi, se verrà affrontato il tema dello sbocco al mare è tutto da verificare".Sì, perché a tutti gli effetti il punto relativo allo sbocco verso l'oceano è il più importante ma nessuno ha la certezza che questo possa essere analizzato così velocemente. "La mia opinione è che la politica cilena continuerà ad essere ferma su un punto: nessuno sbocco al mare per la Bolivia. E' una questione di principio per loro. Questo è quanto si percepisce oggi nel Paese. Per quanto riguarda tutti gli altri punti in agenda, invece, probabilmente qualche risultato si vedrà. Al Cile interessa molto il corridoio boliviano bioceanico che vincola il suo mercato. E per questo considera la Bolivia un paese importante".

Tanto importante che a parte qualche dichiarazione delirante da una parte e dall'altra, in sostanza molte cose sono state già decise. Come il luogo dove i boliviani potranno dire di avere un porto (anche senza sovranità): Iquique. L'area in questione, sul mare, avrà come scopo quello di aiutare lo sviluppo del libero commercio fra i paesi della zona. Ma l'incontro fra le parti sarà anche l'occasione per fare il punto della situazione sui lavori dell'autostrada che collegherà La Paz a Arica (Cile). Una via che dovrebbe essere pronta entro fine 2012.
La Bolivia ha perso lo sbocco verso il mare durante la guerra con il Cile nel 1879. Le relazioni diplomatiche fra i due stati sono interrotte ormai dal 1978. Oggi, le relazioni si sono ristabilite (in parte) grazie al buonsenso della presidente cilena Michelle Bachelet e del presidente boliviano Evo Morales.

Alessandro Grandi

Parole chiave: chile, bolivia, morales, bachelet, guerra, oceano, mare
Categoria: Politica
Luogo: Bolivia