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Dodici guardie del corpo del leader delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, Guillermo Saenz alias Alfonso Cano, sono morte durante uno scontro con l'esercito. Morta anche una delle guerrigliere più note della guerriglia: Magaly.
Si è trattato, secondo fonti militari, di un raid imporvviso lanciato dall'esercito su una delle basi Farc nelle montagne del Tolima, Colombia centrale.
Il capo dell'esercito ha parlato di un grande ennesimo colpo per le Farc, in guerra contro la Stato dagli inizi degli anni Sessanta. Un conflitto che anche in questo weekend è stato particolarmente cruento: dieci i soldati morti in diversi scontri in vari zone del paese. Il presidente uscente Alvaro Uribe non ha perso tempo a congratularsi con la squadra speciale che ha messo a segno il colpaccio nelle prime ore di domenica. "Posso confermare - ha detto Uribe - che uno dei guerriglieri uccisi nell'operazione è una donna di nome Mogaly. Era responsabile della morte di almeno 70 soldati e poliziotti".
"Una donna estremamente pericolosa e una confidente fidata del leader delle Farc", l'ha definita il comandante delle forze armate Gen Freddy Padilla.
Andando oltre i comunicati ufficiali, dal comportamento tenuto dalla guerriglia di fronte al raid a sorpresa pare probabile che Cano si trovasse veramente nei pressi di quell'accampamento. Il fatto che i guerriglieri non si siano dati alla macchia come sono soliti fare davanti a un attacco massiccio lo fa, comunque, pensare. Sono rimasti e hanno combattuto, come per far guadagnare tempo a qualcuno.