27/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Bahrein, una cultura tutta da scoprire
Scritto per noi da
Roberta Perazzo
 
il centro di manamaQuesto viaggio è iniziato quasi per caso. I dubbi e le preoccupazioni sono tante, ma anche la curiosità.
Il Bahrain. Il Golfo Persico.
E’ mattino e mi ritrovo catapultata dall’altra parte del mondo. Dove non conosco niente, anche se ho cercato di saperne di più prima di partire, constatando che il Bahrain è una parte di mondo della quale si parla poco e solo per catalogarla, senza troppe spiegazioni, come un Paese pericoloso.
Appena sbarcata tutto mi sembra occidentale, ma mi accorgo subito che non è proprio così. Il paesaggio un po’piatto, i colori sempre uguali, sempre la stessa tonalità di beige. I veri colori sono quelli dell’umanità variegata che s’incontra per le strade di Manama, la capitale. Bahreniti, indiani e gente proveniente da tanti posti diversi. Tutta la manovalanza è fatta da indiani. Ce ne sono a centinaia, mettono a posto le aiuole lungo le strade a Manama. Sembrano tante formiche e fanno tutti lo stesso lavoro, cioè mettono sulla terra zolle di prato erboso. E’ uno spettacolo inconsueto vedere tante persone tutte insieme che fanno lo stesso lavoro in pochi metri quadri.
 
i colori del suqL’aria è molto inquinata, qui le macchine sono tutte a benzina, ed è normale in un posto dove un litro di benzina costa meno di un litro d’acqua. Anche perché l’oro blu costa parecchio e quella che scende dai rubinetti è imbevibile visto che è un pò salata.
Le donne per strada vestono l'abaya (un lungo mantello ndr), ma varia a discrezione di chi lo indossa. Ci sono quelle che tengono i guanti, altre che scoperti solo gli occhi, altre ancora che sono tutte coperte e ci sono infine ci sono molte ragazze giovani che non hanno neanche il velo.
Da un occidentale vestita da occidentale mi sento osservata dalle donne. Hanno occhi neri o verdi e li mettono in risalto con una matita nera, che poi è una pietra polverizzata che viene usata anche come disinfettante. Guardano curiose, affascinate da ciò che è diverso, senza timori di sorta. Hanno il loro portatile e il cellulare ultima generazione
Le diversità si scrutano, senza sospetti e senza sovrapposizioni. Società molto diverse tra loro, ma capaci di condividere pienamente alcuni aspetti, magari non sempre i migliori. Anche qui i supermercati e gli hard discount stanno progressivamente soppiantando i negozi.Il suk rimane e sono pochi gli occidentali che s’incontrano al mattino, al pomeriggio o alla sera di un giorno qualunque o del venerdì, il giorno festivo. Solo qualche turista per lo più inglese o americano. C’è un mercato della frutta e verdura che rimane aperto fino alla sera tardi. La frutta è rigorosamente esposta in pile ordinate e i commercianti vendono di tutto e ti chiamano per vendere
 
un ponte sul mareLa parte vecchia di Manama si scontra con la parte nuova. Quest’ultima è caratterizzata da grattaceli e negozi alla moda, di stile occidentale ma con una grande mescolanza di stili. Come per l’abbigliamento delle ragazze, che sotto l’abaya hanno jeans alla moda e scarpe con il tacco alto o da ginnastica ai piedi. Accanto a loro convivono le donne che tradiscono il marito e per questo vengono ripudiate dall’intera famiglia. Ogni tanto se ne incontro qualcuna seduta per strada che chiede l’elemosina. Hanno il volto coperto, tutte curve su loro stesse. Non possono più tornare a casa. Tutte indifferentemente si tengono molto lontane dagli alberghi frequentati dagli occidentali. Questi ultimi sono nei loro compound, estranei al posto in cui vivono. I loro figli vanno nelle scuole inglesi, francesi e tedesche. Hanno i loro scuolabus che li portano dalla scuola a casa e viceversa. Sono qui, ma vivono da occidentali tra occidentali. Per natale mettono le ghirlande appese alle porte di ingresso, fanno l’albero di Natale e c’è chi mette fuori casa anche la renna finta, mentre i bambini cantano nelle recite scolastiche gli inni natalizi ma l’atmosfera è molto diversa. Anche perché fa caldo qui, sembra primavera. Basterebbe sentirsi cittadini del mondo, ma le persone che sono qui per lavorare subiscono la costrizione di un posto che non gli apparterrà mai.Gli occidentali credono di aver qualcosa da insegnare agli altri e di rimanere sempre uguali a loro stessi, ma non si accorgono di essere i primi a cambiare.
 
 
Categoria: Popoli
Luogo: Bahrein
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