31/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nasce una nuova voce contrattuale: la pausa di preghiera per i dipendenti musulmani
MulettistaL'intesa è stata siglata dalla Fit-Cisl e dalla Essevi, una cooperativa di servizi con sede vicino a Bergamo che opera dal 1993 nel campo dell'Outsourcing e il cui punto di forza e' costituito dai servizi di facchinaggio, che vanno dalla movimentazione fisica e logica di qualsiasi prodotto al confezionamento ed imballaggio. E che fra i firmatari vi sia un sindacato di orientamento cattolico potrebbe risultare bizzarro.

Da oggi in poi gli operai musulmani della cooperativa avranno diritto a una pausa retribuita per poter pregare. L’intesa raggiunta con la società prevede il diritto per gli operai musulmani – che sono la maggioranza - di pregare per trenta minuti ogni sei ore lavorative oppure quindici minuti ogni quattro ore di lavoro.

Il segretario generale della Fit- Cisl Dario Balotta ci spiega com’è andata la vicenda: “C’era il problema – se così lo possiamo chiamare - della forte presenza di personale straniero, in maggioranza curdo, in questa cooperativa. Ad un certo punto gli operai, quasi tutti addetti al facchinaggio, hanno sollevato la necessità di poter avere del tempo per dire le loro preghiere".

Preghiera di gruppo "Tramite il loro rappresentante sindacale, un ragazzo curdo nostro iscritto, ci hanno fatto sapere che ogni tanto avevano delle difficoltà a conciliare il lavoro mattutino con le esigenze religiose. Come sindacato abbiamo valutato l’ipotesi di riflettere su una eventuale richiesta di pausa, da utilizzare a proprio piacimento e che non era contemplata nel precedente contratto, poi, approfittando del fatto che avremmo dovuto ridiscutere il contratto integrativo che riguardava anche altre questioni, abbiamo pensato che fosse interessante sostenere questa idea e non abbiamo riscontrato difficoltà da parte della società.”

Dello stesso avviso è il Presidente della cooperativa, Gianni Ponti, che afferma: “Siamo stati felicissimi di questo accordo. Per quanto ci riguarda gli extracomunitari che lavorano qui da noi sono un valore aggiunto. Addirittura, per alcuni di loro, ci stiamo occupando delle pratiche per il ricongiungimento familiare e non ci sono mai stati problemi per noi nell’organizzare corsi di formazione professionale o corsi di lingua italiana e quindi di concedere spazi per la cultura religiosa.”

E continua:” siamo molto contenti del lavoro svolto da questi ragazzi. Siamo una cooperativa e quindi il rapporto umano è molto importante. Nessuno dei nostri soci lavoratori era contrario a questa iniziativa.” Ma ci tiene a sottolineare che “verbalmente questo accordo praticamente già esisteva.” “Con questa intesa – spiega la Fit- Cisl – abbiamo voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche anti-islamiche soprattutto in un momento come questo in cui i musulmani si sentono un po’ presi di mira per via delle vicende terroristiche. L’azienda è stata molto contenta di concedere questo genere di pausa. Speriamo che una decisione come questa faccia da apripista per decisioni future."

Alessandro Grandi 
Categoria: Religione
Luogo: Italia