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La popolare rete araba Al-Jazeera ha rivisto le sue posizioni e si è dimostrata disponibile a riassumere le cinque giornaliste che, nelle settimane scorse, avevano dato le dimissioni in segno di protesta al codice d'abbigliamento imposto dall'azienda.
Sembra che la direzione giudicasse il guardaroba delle conduttrici non sufficientemente conservatore.
Le giornaliste, che se ora vorranno rientrare a lavorare per Al-Jazeera potranno farlo presentando una nuova domanda d'assunzione, hanno specificato che la loro decisione è stata dettata da dissapori più profondi e datati. Affermano, infatti, che il conflitto interno dura ormai da cinque anni ed è stato generato da loro colleghi che, mentre ora protestano per il loro abbigliamento “discinto”, in passato si sono più volte espressi con commenti lesivi della loro dignità femminile e che si spingevano “oltre il quadro professionale e morale del loro lavoro”.
Una fonte interna ha confermato l'intenzione da parte della direzione di imporre un codice d'abbigliamento prescrivendo anche punizioni per chi non rispetta le norme ma, è stato precisato, “non è mai stato chiesto alle presentatrici di indossare il velo”.
C'è, poi, chi ha inquadrato il provvedimento preso dall'emittente nella nuova linea editoriale della tv che ha assunto un taglio più “islamico” nella copertura dei temi d'attualità del Medio Oriente.