26/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Brasile accoglie Gutierrez in fuga dal suo Paese ma precisa: "E' un atto giuridico. Non politico"
scritto per noi da
Tancredi Tarantino
 
Ambasciata brasiliana“In ottemperanza alla concessione dell’asilo politico, l’ex-presidente Lucio Gutierrez è arrivato oggi in Brasile”. A dare l’annuncio l’ambasciatore brasiliano, Sergio Florencio, provato in volto per le tensioni degli ultimi quattro giorni.
Alla fine, il Governo ha dovuto desistere e concedere il salvacondotto che ha permesso al colonnello Gutierrez di lasciare la villa dell’ambasciatore Florencio e raggiungere il Paese carioca, grazie ad un piano di fuga organizzato alla perfezione dalle autorità ecuadoriane.
È lo stesso rappresentante diplomatico a precisare le modalità dell’operazione.
Alle quattro di domenica notte, quando le decine di manifestanti presenti da quattro giorni erano tornati nelle loro case, un’auto esce dalla porta principale della residenza diplomatica per distrarre i pochi giornalisti presenti. Negli stessi istanti, l’ex capo di Stato, accompagnato da Florencio e camuffato da poliziotto con un passamontagna che ne copriva il volto, esce dal retro della villa a bordo di un pick-up della polizia ecuadoriana. Raggiunge l’aeroporto internazionale di Quito e, insieme alla moglie e alla figlia più piccola, viene trasportato in elicottero alla base militare di Latacunga, una cittadina a cento chilometri al sud della capitale, dove un boing 737 della Forza aerea brasiliana è pronto a volare in Brasile. Il dictocrata giunge a Brasilia alle nove e trenta locali, ma nessuna cerimonia di benvenuto lo accoglie al suo arrivo. È un rifugiato politico adesso.
 
 
Ambasciata brasilianaSubito dopo l’annuncio, il nuovo esecutivo ecuadoriano giustifica la concessione del salvacondotto come un atto dovuto, sulla base della Convenzione di Caracas del 1954, firmata da entrambi i Paesi.
Intanto, alcuni forajidos (facinorosi) - come sono stati tacciati da Gutierrez i partecipanti alle manifestazioni dei primi giorni - improvvisano una protesta di fronte all’ambasciata brasiliana, accusando il Governo Lula di aver concesso rifugio a un “tiranno”.
Anticipando queste critiche prevedibili, pochi minuti prima Florencio aveva motivato la concessione dell’asilo all’interno della tradizione del diritto internazionale latinoamericano, sottolineando che “si tratta di un atto giuridico e non politico”. Il Brasile, dunque, non ha svolto nessuna valutazione politica sugli avvenimenti degli ultimi mesi ma si è limitato a verificare la sussistenza dei requisiti richiesti.
Pur trattandosi di un mero atto giuridico, la concessione dell’asilo a Gutierrez porta con sé aspettative di carattere politico. Il Governo Lula, da sempre proteso verso una unità politica della regione, spera che la misura possa contribuire a un ritorno alla normalità istituzionale in Ecuador, ma soprattutto “possa permettere una stabilità democratica nell’intero continente latinoamericano”, come ripete in più occasioni il diplomatico brasiliano.
È in questo contesto che va inserita la missione, annunciata dallo stesso Florencio, che verrà inviata a breve dalla Comunità Sudamericana delle Nazioni, un’unione politica e commerciale che raggruppa dodici Paesi della regione, tra cui l’Ecuador. L’obiettivo della missione, a cui parteciperanno rappresentanti di Perù, Bolivia, Brasile ed Argentina, sarà quello di contribuire alla restaurazione della stabilità politica, sociale e giuridica nel Paese, nonché “definire un’agenda di dialogo per il progresso economico e lo sviluppo sociale del continente”.
Nel frattempo, martedì arriverà a Quito un’altra missione, inviata dal Consiglio Permanente dell’Organizzazione degli Stati Americani, con lo scopo di verificare la legittimità della nomina di Alfredo Palacio alla guida del Paese. Nonostante il Governo si ostini a considerare non vincolante il parere dell’OEA, di certo, dalla sua decisione dipenderà il riconoscimento internazionale del nuovo Governo ecuadoriano.
Categoria: Politica
Luogo: Ecuador
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