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La Corte Suprema ha ordinato la riapertura delle indagini sulla morte del giornalista spagnolo José Couso che nel 2003 è stato colpito a morte in Iraq dal fuoco di un carro armato americano.
I giudici hanno accolto il ricorso avanzato dalla famiglia del cameraman José Couso ordinando al tribunale speciale di riaprire l'inchiesta sulla sua morte.
Couso è stato uno dei due giornalisti rimasti uccisi quando i membri dell'equipaggio di un carro armato hanno risposto a quello che sostenevano essere "fuoco ostile" che proveniva dall'hotel di Baghdad che ospitava i giornalisti occidentali durante l'invasione statunitense dell'Iraq.
Funzionari Usa sostengono che le indagini hanno dimostrato il corretto ingaggio da parte dei soldati del tank.
I soldati americani, il Sgt. Shawn Gibson, il capitano Philip Wolford e il tenente colonnello Philip DeCamp non sono mai comparsi in alcuna delle udienze tenutesi in Spagna.
Il pubblico ministero Santiago Pedraz aveva, in primo grado, formulato l'imputazione di omicidio che il tribunale ha però fatto cadere concludendo che la morte di Couso sia stata un incidente di guerra.
Pedraz aveva riformulato l'accusa l'anno scorso in virtù della presentazione di nuove prove fornite dalla testimonianza di tre giornalisti spagnoli che erano in albergo al momento del bombardamento. Ma ancora una volta i giudici avevano rigettato l'ipotesi accusatoria del pm non ritenendo quelle prove sufficienti a dimostrare la condotta criminosa dei soldati.