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Alla fine Bronislaw Komorowski ce l'ha fatta, è lui il nuovo presidente della Polonia. Ha vinto di poco, molto poco, contro Jaroslaw Kacynski, gemello del presidente Lech, morto nella sciagura area che, lo scorso aprile, ha decapitato i vertici politici e militari del Paese. Il leader di Piattaforma civica (Po) partito della destra liberale, moderato ed europeista, ha vinto con il 52, 63 percento dei voti.
Komorowski, presidente ad interim dopo lo schianto del Tupolev, ama definirsi un "aristocratico decaduto". Uomo raffinato, ma, a detta di molti, poco carismatico, viene da una antica famiglia di proprietari terrieri originaria della Slesia e ha cominciato la sua carriera politica come oppositore del regime comunista, un ruolo che gli costò sette mesi di prigione nel 1981. Un episodio isolato nella carriera del presidente del Sejim, la camera bassa polacca, che ha costruito la sua immagine sui valori tradizionali di patria e famiglia: non a caso è padre di cinque figli e ha conosciuto l'attuale moglie ai tempi degli scout. Una morigeratezza spesso criticata, ma che forse è stata la chiave del successo avuto sull'apparentemente inarrestabile Kacynzky.
Il vero protagonista di queste elezioni, in fondo, è stato proprio lui. Jaroslaw, il gemello "maggiore" di Lech (di soli pochi secondi in realtà, ma si distinguivano per un neo), sopravvissuto alla tragedia di aprile perché impegnato ad accudire l'anziana madre, per molti è sempre stato la vera mente di Legge e Giustizia (Pis), partito della destra sociale.
L'"effetto Smolensk", l'ondata di commozione che ha travolto la Polonia dopo il disastro aereo, ha giocato a suo favore, concedendogli una rimonta straordinaria. Jaroslaw Kacynski ha ottenuto il 47, 37 percento delle preferenze, in una notte elettorale al cardiopalma che fino a qualche mese fa nessuno si sarebbe aspettato. Il leader del Pis ha costruito una campagna molto incisiva, riuscendo da una parte a mettere in atto una metamorfosi che lo spogliava del suo lato più aggressivo ed estremista e lo presentava come uomo della concordia, dall'altra a rafforzare lo zoccolo duro del suo elettorato: nazionalisti, ultra-cattolici, pensionati e contadini dell'est del Paese. A pochi giorni dalla prima tornata elettorale ha accusato Komorowski di voler privatizzare la sanità, il rivale ha smentito e lo ha querelato, ma nemmeno questo lo ha fermato.
Jaroslaw Kacynski non si è smentito neanche davanti alla sconfitta: si è congratulato con il nuovo Presidente, ma già prepara una dura opposizione per riprovarci alle amministrative del prossimo autunno e per le politiche del 2011.
Intanto al neoeletto Komorowski, che proviene dallo stesso schieramento politico del premier Donald Tusk, spetterà il compito di porre fine alla cosiddetta "guerra polacca-polacca", le conflittualità interne al paese, esacerbatesi durante la presidenza Kacynski e di garantire la stabilità economica. La Polonia è stata uno dei pochi paesi della Ue a non chiudere in recessione il 2009, va da se che la gente vuole che il miracolo continui. Ma compiti delicati attendono Komorowski anche sul fronte della politica estera, dovrà a mantenere rapporti equilibrati con Europa e Stati Uniti e con la Russia, terrore ancestrale dei polacchi, ma anche da sempre vicino-alleato imprescindibile.
Micol Sarfatti