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Dall'inizio di maggio, un gruppo di manifestanti si è accampato davanti alla sede del parlamento a Londra per protestare contro la presenza dell'esercito inglese in Afghanistan. I pacifisti hanno chiamato il loro accampamento 'Democracy village' e sono determinati a rimanervi nonostante l'ordine di sgombero che incombe su di loro. Un giudice della Corte suprema, infatti, ha avvallato la richiesta del sindaco di Londra, Boris Johnson, di sgomberare il campeggio abusivo di fronte a Westminster in quanto si tratterebbe di un 'atto vandalico'. Alle 16 di questo pomeriggio (le 17 in Italia) scade il tempo limite concesso ai manifestanti per presentare un appello al Comune.
Un portavoce del sindaco Johnson ha dichiarato che i manifestanti stanno causando un notevole danno d'immagine alla città, perché migliaia di turisti e cronisti sono soliti recarsi in Parliament Square ogni giorno. "Chiediamo ai manifestanti di rispettare la decisione della Corte suprema e lasciare libera la piazza", ha aggiunto.
Uno dei cittadini in protesta davanti al parlamento, Quantin Cross, ha ribadito: "Non me ne andrò volontariamente e la maggioranza dei miei compagni ha la stessa idea." Alcuni manifestanti hanno affermato che la protesta continuerà ed entrerà in una fase ancora più accesa che hanno definito 'Operation rolling thunder'. Sembra garantita, invece, la permanenza di Brian Haw, il veterano anti-guerra che vive a Parliament Square dal 2001. Un giudice della Corte Suprema ha sancito che la sua tenda posta da allora davanti al parlamento potrà rimanervi, ma si attende l'approvazione del sindaco Johnson.
Parole chiave: Gran Bretagna, Londra, pacifisti, guerra