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Gli abitanti palestinesi della Cisgiordania stanno boicottando, con crescente successo, tutti i beni prodotti nelle colonie ebraiche. Le fattorie ebraiche, quindi, hanno dovuto diminuire nettamente la loro produzione o tagliare le ore ai dipendenti. Il boicottaggio, appoggiato dal presidente palestinese Mahmous Abbas, ha ricevuto un'ulteriore spinta dopo che anche a Ramallah sono stati vietati in tutti i supermercati i prodotti dei coloni israeliani. "L'obiettivo è garantire che entro la fine dell'anno non vi siano beni dei coloni sul mercato palestinese", ha dichiarato il primo ministro Salam Fayyad al varo della nuova campagna Store to Store di Ramallah che è iniziata nel supermercato Alameen. "Promuoviamo il rifiuto all'occupazione israeliana nella nostra vita quotidiana", ha chiarito Fayyad, "e questo aiuterà l'economia palestinese a diventare auto-sufficiente."
Nelle prossime settimane, una squadra composta da 66 mila volontari ispezionerà i negozi alimentari della Cisgiordania. I volontari forniranno certificati e apporranno etichette sulle vetrine degli esercizi commerciali che rispettano il boicottaggio. Dopo un primo periodo di moratoria, i negozianti trovati con beni delle colonie ebraiche saranno passibili di multe pari a 9 mila sterline e potranno scontare cinque anni di carcere. La campagna è stata fortemente criticata da politici, analisti e uomini d'affari israeliani per il danno economico che potrebbe arrecare. La vendita commerciale alla Cisgiordania, infatti, garantisce un introito di 200 milioni di dollari e alcune fattorie dei coloni ebraici vendono fino al 30 percento dei loro prodotti ai palestinesi che abitano in quest'area.
Il boicottaggio rischia di avere conseguenze negative anche per i palestinesi che lavorano per i coloni ebraici. Tra i 5 mila e i 6 mila lavoratori della zona industriale di Barkan sono palestinesi. In totale, secondo la Associazione manifatturiera israeliana, circa 22 mila palestinesi sono impiegati nelle fattorie ebraiche nelle colonie.
Parole chiave: Palestina, Cisgiordania, boicottaggio, Fayyad, coloni