02/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nella città di Urumqi adottate una serie di misure di sicurezza per evitare nuove rivolte

Alla vigilia del primo anniversario della più sanguinosa rivolta etnica in Cina negli ultimi decenni, le autorità di Beijing hanno provveduto all'installazione di 40 mila telecamere di sorveglianza provviste di gusci anti-sommossa. Le telecamere sono state installate su migliaia di autobus pubblici, stazioni, lungo le strade, in scuole e supermarket nella capitale della regione, Urumqi.
Lo scorso 5 luglio la tensione divampò tra la minoranza Uigura e la maggioranza cinese degli Han, causando 200 vittime e 1.700 feriti, la maggioranza dei quali tra gli Han.
Lo Xinjiang  è una provincia arida ma ricca di risorse nell'ovest della Cina in cui vivono più di otto milioni di Uiguri, scontenti di decenni di governo repressivo da parte del partito comunista di Beijing. Il malcontento è causato anche dal comportamento del principale gruppo etnico cinese, gli Han, dai quali gli Uiguri vengono emarginati economicamente e culturalmente nella loro terra natale.

Parole chiave: cina, xinjiang, urumqi, uiguri, han
Categoria: Guerra, Popoli
Luogo: Cina