01/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Undici agenti della polizia paramilitare sono stati uccisi mentre erano in pattuglia. E' il più grave episodio terroristico registrato quest'anno

Torna l'incubo del terrorismo islamico in Algeria. Ieri 11 agenti della polizia paramilitare sono rimasti uccisi in un'imboscata rivendicata dai miliziani islamici di Al Qaeda nel Maghreb.
Secondo quanto rivelato da una fonte dei servizi di sicurezza, l'agguato è scattato all'alba, nel deserto del Sahara, nei pressi del villaggio di Mouzantine, al confine con il Mali. I militari erano in pattugliamento quando sono stati attaccati e non hanno avuto scampo. Gli assalitori si sono impossessati di armi, radio-trasmittenti e altre apparecchiature. Si tratta dell'attacco più sanguinoso registrato quest'anno, l'ennesimo episodio di terrore in un Paese dove da anni si alternano sanguinosi attacchi terroristici di matrice islamica e la repressione degli apparati di sicurezza.
Nel 1992, dopo la vittoria del Fis (Fronte islamico di salvezza), i risultati delle elezioni democratiche furono invalidati, episodio che innescò una guerra strisciante che ha fatto oltre 150 mila vittime, fino all'amnistia che nel 1999 indusse molti miliziani a consegnare le armi. Ma diverse frange sono rimaste operative e hanno messo a segno altri attentati, dietro i quali le autorità algerine vedono l'ombra di Al Qaeda.

Parole chiave: algeria
Luogo: Algeria