30/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Una trattativa ci fu. Una specie di trattativa. Beppe Pisanu, senatore di Forza Italia, già ministro degli Interni e oggi presidente dell'Antimafia, ha consegnato oggi alla Commissione una dettagliata relazione. Uomo della vecchia Dc, cauto nei giudizi e di vecchia scuola, Pisanu scrive e dice parole pesanti: "Anche la semplice narrazione dei fatti induce a ritenere che vi furono interventi esterni alla mafia ella programmazione ed esecuzione delle stragi". "Fin dall'agosto del '93 - ricorda - un rapporto della Dia aveva intravisto e descritto 'una aggregazione di tipo orizzontale', in cui rientravano, oltre alla mafia, talune logge massoniche di Palermo e Trapani, gruppi eversivi di destra, funzionari infedeli dello Stato e amministratori corrotti. Sulla stessa linea, pur restringendo il campo, il procuratore di Caltanissetta Lari ha sostenuto recentemente che Cosa Nostra non è stata 'eterodiretta da entita' altre', ma che al tavolo delle decisioni si siano trovati, accanto ai mafiosi, 'soggetti deviati dell'apparato istituzionale che hanno tradito lo Stato con lo scopo di destabilizzare il paese ... mettendo a disposizione un know-how strategico e militare".
"Probabilmente Provenzano fu insieme a Ciancimino tra i protagonisti di trattative del genere, mentre Riina ne fu, almeno in parte, la posta. 'Trattative' complesse e a tutt'oggi oscure, nelle quali entrarono a vario titolo, per convergenza di interessi, soggetti diversi, ma tutti dotati di un concreto potere contrattuale da mettere sul piatto. Altrimenti Cosa Nostra li avrebbe rifiutati".
Il presidente scrive di Via D'Amelio e la strage che uccise il giudice Borsellino: la 'trattativa' ebbe un impatto rilevante. Non e' facile misurarne la portata a causa della segretezza delle indagini in corso. Secondo l'opinione prevalente il primo contatto fu stabilito nello spazio di tempo compreso tra la strage di Capaci e quella di Via D'Amelio e si protrasse fino al dicembre del '92, praticamente fino alla vigilia dell'arresto di Riina avvenuto il 16 gennaio successivo.
"Cosa nostra - scrive Pisanu - ha forse rinunciato all'idea di confrontarsi da pari a pari con lo Stato, ma non ha certo rinunciato alla politica".

 

Angelo Miotto

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