30/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Una perdita di petrolio tenuta nascosta da diversi giorni sta provocando danni irreparabili in un'area famosa per le formazioni coralline

Una fuoriuscita di petrolio sta devastando un paradiso ecologico e turistico della costa egiziana, noto come British Hurghada, sul Mar Rosso. Il bilancio è di centinaia di tartarughe, pesci e delfini morti o in agonia. Le immagini drammatiche rimandano a quelle viste recentemente nel Golfo del Messico. Le prime voci parlano di una perdita da una piattaforma petrolifera situata presso Geisum, uno spuntone roccioso a 35 chilometri dalla costa, gestita dalla Geisum Oil Company, una sussidiaria della Egyptian General Petroelum Corporation, la compagnia statale. Ed il governo, infatti, ha tenuto la notizia nascosta finché ha potuto. Una prima macchia in mare era stata avvistata già il 19 giugno ma l'allarme è scattato solo quando si è allargata fino ad arrivare sotto costa. Il ministro del Petrolio, Sameh Fahmy, ha detto che la fonte della perdita non è stata individuata ma le prime analisi eseguite da organizzazioni ambientaliste sostengono che i campioni prelevati in mare e quelli raccolti sulla spiaggia sono identici e che quindi non si tratterebbe di due incidenti diversi. La stessa reticenza l'ha dimostrata il Primo ministro Ahmed Nazif, che non ha rilasciato nessun commento. D'altronde l'Egitto ha già dei precedenti per quanto riguarda la copertura di disastri ambientali riconducibili ad imprese di stato. In questo caso, poi, pesa la paura che un eventuale allarme su larga scala potrebbe portare a cancellazioni di massa delle prenotazioni e al naufragio della stagione turistica, sulla quale si regge l'economia dell'area. Intanto le operazioni di contenimento e assorbimento sono partite e si sono estese fino ad El Gouna, 50 chilometri più a sud.

Categoria: Risorse, Salute, Ambiente
Luogo: Egitto