29/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Via d'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato. Un libro di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, edizioni chiarelettere

Un mosaico prezioso, un gioco a incastro di rara raffinatezza, un lavoro di raccolta documentale e di contestualizzazione storico, giudiziaria e politica imponente. Il libro 'L'Agenda nera' di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, edito per i tipi di chiarelettere, è un testo imperdibile per chi desidera avere una visione degli ultimi diciotto anni e dei rapporti fra la politica, gli equilibri istituzionali, le dinamiche di mafia, i processi sulle grandi stragi di mafia e il loro insabbiamento.
Un libro che segue una geometria potente, partendo dal 1992 e arrivando fino ai giorni nostri. Ogni capitolo ha una sinossi leggera e utilissima per inquadrare la complessità del dipanarsi della matassa. Poi, nelle pagine che seguono, la scansione giornaliera, con data e luogo, ci aiuta a individuare un parallelo di grande evidenza in tutta quella che è stata la trattativa per Stato e mafia, i diversi gradi dell'operazione rimasta per lunghi anni segreta, e come si possa intravedere un filo che porta fino ai nostri giorni.
Servizi segreti, più che 'deviati', 'organici' a questo tipo di 'approccio', politici della prima e seconda repubblica, magistrati scomodi che vengono fatti saltare, mafiosi che non riconoscono la strage di Via D'Amelio, dove fu trucidato Salvatore Borsellino. La gigantesca montatura dei primi processi sulla strage di Via D'Amelio e l'odissea di detti, non detti, di particolari insegnati al pentito Vincenzo Scarantino, un piccolo spacciatore della Guadagna, che assurge a punto di snodo delle personalità più potenti di Cosa nostra.
Udienze, processi, denaro pubblico e il tremendo sospetto che diventa realtà sul primo processo per Via D'Amelio. Nomi grossi dell'antiterrorismo e dell'antimafia che obbediscono a una ragion di Stato che scende a patti con la mafia.
Lo Bianco e Rizza riportano, da veri cronisti, tutti i passaggi. Asciutti, sintetici, all'osso. E da veri esperti collegano: carte processuali, dichiarazioni, movimenti politici, dichiarazioni. Tutto materiale che si è perso in diciotto lunghi anni nel giorno dopo giorno, in trafiletti, o lanci di agenzia rimasti per lungo tempo scollegati.
L'Agenda nera, il racconto della Trattativa, le ultime ore di Borsellino, il nuovo soggetto politico che prendeva corpo a fimra Dell'Utri e Berlusconi, le memorie lacunose di chi, allora, ebbe notizie e ruoli, e oggi non ricorda più.
Leggere l'Agenda nera è come vedere il film di diciotto anni della vita d'Italia che scorrono nelle poche sere di un libro che divora, che spinge e che finisce là dove inizia la cronaca: la domanda di ammissione della protezione per il collaboratore Gaspare Spatuzza (che non verrà accolta).
Un libro importante, necessario alla memoria. E al presente.

 

 

Angelo Miotto

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