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Uno sceicco iraniano, Mansour Leghaei, dopo una battaglia legale durata tredici anni, è stato espulso ieri sera dall'Australia, Paese in cui si trova dal 1994, perché considerato una possibile spia iraniana. Leghaei è accusato dai servizi di sicurezza Asio, che non hanno trovato alcuna opposizione da parte del ministro dell'Immmigrazione, di "atti di interferenza straniera" (accuse mai rivelategli), e, nonostante la Commissione diritti umani dell'Onu avesse chiesto una proroga di un anno per analizzare il caso, è stato costretto a lasciare il Paese nel quale aveva numerosi sostenitori tra cui cattolici e anglicani. Da molti era considerato un leader nelle relazioni interreligiose.
Già dal 1995 l'uomo era sotto il controllo delle autorità per incitazioni alla jihad e all'uccisione di infedeli. Questa versione dei fatti fu poi ritenuta falsa dalla Corte federale che accettò quella di Leghaei.