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La risposta del Cremlino ai recenti attacchi del fondamentalismo islamico nel Caucaso passa attraverso due provvedimenti legislativi che estenderanno i poteri dei servizi segreti, consentendo all'Fsb di usare la mano pesante non solo contro gli accusati di terrorismo, ma anche contro attivisti e parlamentari di partiti dell'opposizione.
La nuova legislazione mette anche in discussione l'operato di Medvedev, che dal momento della sue elezione, nel 2008, ha lavorato per attuare una politica liberale e piu' tollerante nei confronti soprattutto dei membri dell'opposizione. Uno dei disegni di legge che passera' al vaglio del Parlamento russo riguarda la possibilita', da parte dell'Fsb, di 'prevenire' l'attivita' di minacce 'estremiste' da parte di gruppi o individui e di adottare ' misure speciali per eliminare le cause e le condizioni che potrebbero portare a potenziali minacce alla sicurezza dello Stato'. Molti dissidenti temono che queste misure possano avrere un effetto diretto contro di loro. Tutti i leader dell'opposizione sono gia' dei 'sorvegliati speciali', i loro movimenti sono registrati, e i rappresentanti politici vengono regolarmente convocati per 'colloqui' con la polizia.
Gli analisti dei gruppi di tutela dei diritti umani mettono in guardia contro questi provvedimenti, che potrebbero affidare all'Fsb poteri come la convocazione dei 'sospetti' per interrogatori extra-legem, o l'emissione di 'avvisi' che esulano dall'attuale sistema legale e dalle sue 'garanzie'. Un'altro corpus di emendamenti alla legge sui segreti di Stato, introdotta questa settimana dal governo, estende la lista dei 'classified files' contemplati dalla legislazione russa e prevede pene piu' rigide per i giornalisti e per coloro i quali potrebbero mettere a rischio 'informazioni suo come le attivita' contro-terroristiche vengono finanziate, cosi' come informazioni su fonti, metodi e piani anti-terroristici'.
L'Fsb stesso ha annunciato che rivitalizzera' il vecchio sistema sovietico di pagare gli informatori per garantirsi ogni fonte possibile nella lotta la terrorismo. Verra' pagato chiunque fornisca dettagli su indirizzi e dati relativi ai passaporti e chiunque fornisca informazioni che possano condurre all'arresto di 'terroristi'.
"E' una reazione a cio' che sta accadendo nel Caucaso - riferisce l'analista politica Julia Latynina -, una situazione nella quale l'Fsb sembra essere totalmente impotente. Non possono fermare la violenza, cosi' cercano con questa legge di fermare il flusso di informazioni. E' un disastro, perche' si da' modo all'Fsb di coprire la sua incompetenza".