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Polizia e servizi di sicurezza sono in stato di massima allerta in seguito all'attentato dinamitardo di ieri sera che è costato la vita a un collaboratore del ministro dell'Interno, Michalis Chrisochoidis che, probabilmente, doveva essere il vero obiettivo. Il pacco bomba è esploso al settimo piano del ministero dell'Interno nell'ufficio del vicecommissario di polizia Giorgio Vasilakis, assistente di Chrisochidis. Vasilakis, 53 anni, è morto sul colpo in seguito alla potente detonazione che ha gravemente danneggiato l'ufficio, che si trova a pochi metri da quello del ministro. Il premier George Papandreou ha assicurato che "governo e società non si lasceranno terrorizzare dal vile assassinio" compiuto mentre il Paese cerca di risollevarsi dalla crisi economica. Secondo le prime analisi l'esplosivo, contenuto in una scatola per scarpe, sarebbe dello stesso tipo della bomba che nel marzo scorso uccise un ragazzo afghano davanti ad un edificio della polizia ad Atene. I maggiori indiziati dell'attentato sono i membri di Lotta Rivoluzionaria (Ea), il gruppo armato quasi del tutto smantellato nei mesi scorsi con l'arresto di sei capi e la scoperta dell'arsenale. Il principale nodo da risolvere è come il pacco bomba sia giunto nell'ufficio di Vasilakis malgrado le misure di sicurezza. Secondo l'ex viceministro dell'interno Christos Markogiannakis non si può escludere un aiuto dall'interno.
Intanto una telefonata ha preannunciato stamane una bomba al ministero dell'Economia ad Atene. La polizia, in via precauzionale, ha fatto evacuare l'edificio.